Ridurre le spese per gli allestimenti natalizi, per l'animazione culturale e territoriale e niente Capodanno in piazza. Sono alcune delle conseguenze che ricadranno sulla città dopo l'annuncio fatto dal sindaco Matteo Franconi a seguito della decisione della Corte dei Conti, che ha stabilito che il disavanzo della parte disponibile del bilancio, pari circa a 1,2 milioni di euro, debba essere classificato in modo diverso rispetto a quanto previsto dall'amministrazione.
Si tratta insomma di un fatto tecnico che, però, in base a quanto dichiarato dal primo cittadino, produrrà delle conseguenze. E fra gli esempi concreti elencati, ci sono proprio gli aspetti che toccano gli eventi e la valorizzazione del centro, legati a doppio nodo al commercio. In un momento fra l'altro in cui questo settore sta vivendo una crisi che racconta chiusure di negozi e desertificazione.
Così alla discussione di queste ultime settimane, alla pedonalizzazione o meno di via Prima Maggio, si aggiunge un nuovo problema che addensa ulteriori nuvole all'orizzonte. “L'estate non è ancora finita e purtroppo sappiamo già che Pontedera non avrà il tradizionale Capodanno in piazza e neppure gl allestimenti natalizi e iniziative all'altezza delle aspettative - ha detto mestamente Lorenzo Nuti, presidente di Confcommercio Pontedera - un'occasione persa per l'intero tessuto commerciale della città, in un contesto già difficile e in generale per la promozione del territorio".
"Senza entrare nel merito della decisione della Corte e delle valutazioni che hanno portato l’amministrazione a rivedere il programma delle iniziative, non possiamo nascondere - ha aggiunto - la nostra preoccupazione. Le festività natalizie infatti rappresentano un periodo particolarmente importante per le attività commerciali, non soltanto per acquisti e regali di Natale, ma anche per la capacità degli eventi di attrarre persone, creare movimento in città e valorizzare Pontedera come luogo di incontro e di shopping. Un vero peccato, soprattutto perché Pontedera, proprio grazie all'impegno di questa amministrazione, era riuscita a ritagliarsi un ruolo da protagonista in tutta la provincia, spesso con temi culturali e artistici coinvolgenti".
"È un peccato - ha ribadito il coordinatore sindacale di Confcommercio Pisa, Luca Favilli - che ancora una volta a pagare siano soprattutto i commercianti, che già affrontano complessità e che hanno bisogno di città vive. Auspichiamo che si possa aprire un confronto con l'amministrazione comunale per individuare soluzioni che consentano quantomeno di salvaguardare il più possibile le iniziative natalizie e costruire una programmazione condivisa".
Sull'importanza di un confronto con il Comune si allinea anche Confesercenti, che però distingue fra le varie iniziative. "La vera domanda da porsi - ha detto il responsabile Claudio Del Sarto - riguarda l'impatto reale che queste scelte avranno sul commercio. Non intendo dare giudizi sulla bontà o meno della decisione, ma ci sono da fare delle precisazioni. Per quanto riguarda la notte di San Silvestro non ci saranno differenze rispetto all'anno scorso. La questione fondamentale riguarda invece le luci. Il Comune ci aveva abituato ad allestire uno scenario che invitava le persone a venire in centro, a passeggiare e dunque a entrare nelle attività commerciali già da metà Novembre. Se tutto questo verrà a mancare la situazione potrebbe essere preoccupante: il Natale è un momento clou per il commercio e lo diventa ancora di più in una parentesi di crisi come quella che il settore sta vivendo".
Ma per Del Sarto è tempo di aspettare senza tirare le somme in maniera affrettata. "Ancora non ci sono comunicazioni ufficiali che definiscano questa ipotesi. Quando arriveranno spero in un tavolo di confronto in cui provare a trovare risposte condivise, a mettere in campo intuizioni diverse, compensare magari una diminuzione dell'illuminazione. L'importante è tutelare il commercio - ha concluso - in un modo o nell'altro".