Il progetto dell'ossicombustore continua a dividere. L'impianto di ossidazione termica, che sarà realizzato nel Triangolo Verde di Legoli, ha sollevato polemiche sin dai primi annunci del 2023, arrivando ai giorni scorsi, quando si è svolta l'assemblea di RetiAmbiente che ha approvato il budget del triennio 2026-2028.
In quell'occasione, come denunciato da Pontedera A Sinistra, il gruppo consiliare rappresentato da Denise Ciampi, il Comune, socio di RetiAmbiente, ha espresso il proprio voto favorevole anche alla partecipazione per il 34% del gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti alla Novatosc. Ovvero, alla società attualmente partecipata all'85% da Belvedere Spa e, al 15%, da Oxoco.
"Si tratta di una tecnologia nuova, sperimentata solo in Puglia, dove peraltro è stato realizzato un impianto molto più piccolo di quello previsto per Peccioli - hanno spiegato da Pontedera A Sinistra - per questa ragione l’impatto dell’impianto in termini di inquinamento del territorio e di salute della popolazione della Valdera non è prevedibile".
"Il costo complessivo ammonta a circa 125 milioni di euro: è inevitabile che gli elevati costi dell’impianto abbiano conseguenze sul bilancio dei Comuni soci di RetiAmbiente e sulle tasche dei cittadini, attraverso l’aumento della Tari - hanno aggiunto - è necessario stralciare il progetto dell’impianto di ossicombustione e prendere opportune misure per la riduzione della produzione dei rifiuti e per il miglioramento della qualità della raccolta differenziata. Più volte, in Consiglio comunale, ci è stato assicurato che il progetto non stava andando avanti e, nonostante sia stato formalmente richiesto, non è stato profuso da parte dell’amministrazione alcun impegno concreto per ottenere l’audizione del presidente di RetiAmbiente al fine di avere aggiornamenti. A fronte della conferma della previsione, rinnoviamo la richiesta di un dibattito pubblico sulla realizzazione dell’impianto, che avrebbe forti conseguenze per il nostro territorio".