Dopo l'intesa sull'integrativo, ratificata dal voto a grande maggioranza favorevole, la Fiom Cgil rispedisce al mittente la proposta di contratto di prossimità avanzata da Piaggio nei giorni scorsi.
Per il sindacato, infatti, ci sono motivi sia congiunturali, sia specifici, che impongono un ripensamento. A cominciare dai dati del 2025 di Piaggio, che sono stati rilasciati dopo il voto del Cda sul bilancio. "Sempre meno veicoli vengono prodotti a Pontedera - hanno spiegato dalla Fiom - e se il 2025 ha visto un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, cosa ci si può aspettare quest'anno? Oltre 800 tra impiegati e operai non collegati alla produzione sono in solidarietà al 30% almeno sino a Giugno".
Quindi, le criticità della proposta contestate da Fiom. "Sui contratti a termine, i lavoratori, alcuni dei quali in deroga dal 2019, saranno assunti per periodi molto brevi, anche di soli due mesi - hanno aggiunto - un meccanismo che non offre prospettive di continuità lavorativa e che, dal punto di vista delle stabilizzazioni, soltanto 13, non dà risposte concrete, lasciando i lavoratori in una condizione di precarietà permanente".
"Inoltre - hanno proseguito - l'accordo non rafforza le tutele dei lavoratori stabili e non introduce strumenti sufficienti a salvaguardare pienamente l'occupazione. Nell'accordo c'è solo un impegno a non far coincidere l'uscita dei contratti a termine con l'inizio dell'ammortizzatore sociale, ritenendone plausibile la necessità di utilizzo già da Luglio. Perché fermarsi da Luglio a Febbraio anziché affrontare la stagionalità del mercato anticipando la ripartenza delle linee e minimizzando così l'impatto del calo produttivo sui salari dei lavoratori?".
"Questo accordo di prossimità è inadeguato - hanno concluso dal sindacato - sia sul piano occupazionale, sia su quello delle tutele per le lavoratrici e i lavoratori di Piaggio".