A oltre un mese e mezzo dallo sversamento di gasolio verificatosi lungo l’oleodotto Eni Livorno–Calenzano, nell’area di fronte a Val di Cava tra Pontedera e Ponsacco, l’odore di carburante continua a essere chiaramente percepibile e le operazioni di bonifica e movimentazione dei terreni risultano tuttora in corso. Così la situazione racconta una realtà complessa e "alimenta la preoccupazione dei cittadini tanto da rendere necessario un aggiornamento pubblico puntuale e trasparente sul reale stato dell’emergenza ambientale", hanno detto dal direttivo di Legamabiente Valdera che ha già presentato una formale richiesta di accesso agli atti.
Nei giorni immediatamente successivi all’evento erano arrivate rassicurazioni circa il rapido contenimento dello sversamento e l’avvio delle attività di messa in sicurezza."Tuttavia, a oggi - hanno aggiunto - restano infatti numerosi aspetti ancora da chiarire, a partire dalla quantità effettiva di carburante disperso, dalle tempistiche certe per la conclusione degli interventi e dal completo ripristino ambientale dell’area coinvolta".
Dalle informazioni finora ricevute da Arpat emerge che la perdita è stata individuata l’8 Aprile scorso, in seguito alla rottura della tubazione. Sono quindi state attivate le misure di messa insicurezza, con l’inizio della rimozione dei terreni contaminati e i primi controlli sui pozzi presenti nell’area. "Arpat - hanno ripercorso le tappe da Legambiente - riferisce inoltre che Eni ha trasmesso un primo report sulle operazioni effettuate, che sono previsti ulteriori campionamenti e analisi delle acque sotterranee. Al momento, tuttavia, non sono stati ancora resi noti né gli esiti del sopralluogo né i risultati del campionamento delle acque sotterranee effettuato il 14 Maggio. Sebbene Arpat abbia indicato che i dati potrebbero essere trasmessi entro i prossimi giorni, resta la possibilità che Eni si opponga alla loro diffusione, impedendo di fatto ai cittadini di conoscere informazioni ambientali di rilevante interesse pubblico".
Per questo motivo Legambiente Valdera chiede che Arpat prosegua e rafforzi le attività di controllo ambientale nell’area interessata, rendendo pubblici con continuità gli esiti dei monitoraggi su terreni e acque sotterranee. Allo stesso tempo, interpella Eni affinché fornisca informazioni chiare, aggiornate e verificabili sullo stato della bonifica, sulle quantità di materiale contaminato rimosso e sulle tempistiche previste perla conclusione degli interventi. "La tutela dell’ambiente e della salute pubblica richiede la massima attenzione, trasparenza e tempestività. Continueremo a vigilare - hanno concluso - affinché ogni residuo di contaminazione venga rimosso e il territorio possa essere pienamente restituito alla propria integrità ambientale".