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Dall'ultima cena al Risorto. È Pasqua, ecco il presepe

L'allestimento automatizzato nella chiesa dei Cappuccini alla Bellaria è uno dei pochi in Regione. "I fondi raccolti per una cena con i più poveri"

Marco Baldereschi e Stefano Vespi davanti al presepe di Pasqua

Dici presepe e pensi al Natale. Ma da qualche anno, per l'esattezza sette, nella chiesa dei Cappuccini a Pontedera, il presepe diventa simbolo anche della Pasqua. Piano piano, scena dopo scena, meccanismo dopo meccanismo, il  gruppo dei presepisti, nato nel 2009 quando i ragazzi della Gioventù Francescana decidono di debuttare con la loro prima Natività ambientata in Palestina, ha diffuso l’abitudine e il gusto di rappresentare plasticamente i giorni della passione e morte di Cristo, fino alla grande gioia della Risurrezione. 

La tendenza non è ancora casalinga, nel senso che “Il Calvario” si trova poco nelle abitazioni delle persone ma quello dei Cappuccini è sempre più atteso. Così la storia della salvezza, della passione di Cristo e della resurrezione, costruita nel più assoluto rispetto della tradizione religiosa e dello spirito di comunità ma al tempo stesso con ingranaggi rodati e artigianali, giochi di luci e altrettanta tecnologia che permette, tanto per fare qualche esempio, alla croce fissata sul Golgota di alzarsi e al sepolcro di aprirsi porta sempre un gran via vai di visitatori. 

"Probabilmente la nostra - ha spiegato Marco Baldereschi, uno dei presepisti - è tra le poche rappresentazioni di questo tipo in regione. Abbiamo costruito un percorso meccanizzato che tocca le fasi della passione di Cristo. Sono nove scene realizzate interamente a mano. Si parte dall'ingresso di Gerusalemme e si attraversa la lavanda dei piedi fino all'orto degli ulivi. Si passa poi dal pretorio di Pilato all'incontro con la Veronica fino al dramma della crocifissione. C'è poi l'attesa del sepolcro e il viaggio culmina con la speranza della Risurrezione". Un impegno che i volontari mantengono costante tutto l'anno, prima con la Natività e da Febbraio con l'opera d'arte pasquale, raccontata anche sui social ( alla pagina presepecappuccinipontedera) con simpatia e freschezza.

Ogni singolo ingranaggio e movimento è stato creato partendo solo da un'idea e da tanta manualità. Un modo molto coinvolgente, carico di significati e spiritualità per condividere l’attesa e la festa della Pasqua. "La cura dei particolari delle costruzioni, delle luci e dell’ambientazione - ha aggiunto - avvicina i visitatori alla preghiera e a vivere la chiesa come incontro con Dio e con i fratelli. Ed è anche uno strumento per noi per stare insieme, sentirci utili e parte della comunità". 

Tanto che le offerte raccolte durante l'esposizione del presepe natalizio e di quello pasquale che resterà aperto fino alla fine di Maggio, consentono sempre di organizzare eventi benefici. "A volte abbiamo devoluto le offerte al centro di ascolto della Caritas di Pontedera, abbiamo acquistato un defibrillatore che abbiamo installato all'ingresso della chiesa oppure dato un contributo al progetto umanitario di suor Manuela. Stavolta abbiamo pensato a un pranzo solidale per i meno fortunati della città", ha concluso Baldereschi. Insieme a lui hanno partecipato alla realizzazione del presepe Stefano Vespi, Luca Bellucci, Flavio Nencini e Avio Arzilli fa parte del gruppo dei presepisti