Attualità

"Quel terribile '92", una memoria collettiva per la verità

Incontro e confronto con Aaron Pettinari, caporedattore di Antimafia Duemila, organizzato da Il Carrubo, all'interno del Festival Ponte di Parole

Il giornalista Aaron Pettinari

È dedicato alla memoria e all’impegno nella lotta alle mafie l'appuntamento organizzato dall'associazione Il Carrubo per la rassegna Ponte di Parole. "Un tema - hanno detto dall'associazione - che oggi più che mai richiede attenzione, consapevolezza e partecipazione collettiva".

Mercoledì 8 Aprile alle 17,30, al Palp, sarà ospite il giornalista Aaron Pettinari, caporedattore di Antimafia Duemila e da anni impegnato nel raccontare e analizzare i fenomeni mafiosi, le loro connessioni con il potere e le storie di chi ha scelto di opporsi. Al centro dell’incontro il libro Quel terribile ’92: A 25 anni di distanza 25 voci per non dimenticare, pubblicato nel 2017, che nasce con l’obiettivo di restituire una memoria corale di uno degli anni più drammatici della storia italiana contemporanea.

Il 1992 è infatti segnato dalle stragi mafiose in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, eventi che hanno profondamente inciso nella coscienza civile del Paese. Il volume raccoglie 25 testimonianze di persone provenienti da ambiti diversi, dal mondo dello spettacolo alla cultura, che raccontano, ciascuna con il proprio sguardo, l’impatto emotivo e personale di quelle notizie. Un mosaico di ricordi che restituisce non solo il dramma di quegli eventi, ma anche la varietà delle reazioni: dallo sgomento alla consapevolezza tardiva, fino a esperienze dirette e sconvolgenti.

Attraverso queste voci, Pettinari propone un’operazione originale nel panorama della narrazione antimafia: spostare l’attenzione dai soli protagonisti istituzionali alla memoria dei cittadini, sottolineando il ruolo fondamentale della coscienza collettiva nella costruzione di una società più giusta. "L’incontro - hanno concluso da Il Carrubo - rappresenta un’occasione per fermarsi, ascoltare e riflettere insieme sul significato della memoria oggi e sull’importanza di un impegno condiviso per una società libera dalle mafie".