Politica

Referendum, "1.600 voti in più rispetto al 2024"

Successo del "no" nel referendum costituzionale sulla giustizia anche nella città della Vespa. Il segretario dem Papiani esulta per l'affluenza

Nessuna sorpresa rispetto al dato nazionale a Pontedera, dove per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il "no" ha vinto con una percentuale del 56,1%, contro il "sì" che si è fermato al 43,9%.

Una vittoria in quasi tutti i seggi, con l'eccezione del numero 7, quello di Fuori del Ponte a cui fanno capo le vie intorno al parco dei Salici, da via Bologna a via Venezia ha prevalso il "sì" per una decina di voti. "A conti fatti - ha detto Francesco Papiani, segretario dell'Unione comunale del Partito Democratico - hanno scelto il no oltre 1.600 persone in più rispetto a quelle 6.274 che nel 2024, alle elezioni comunali, optarono per Matteo Franconi sindaco. E questo significa che il risultato ha oltrepassato di gran lunga le nostre aspettative e va oltre agli schieramenti politici".

Nello specifico, infatti, facendo un confronto con il secondo turno delle amministrative di due anni fa non solo c'è stata un'affluenza maggiore per il referendum (66% contro il 53,76%), ma anche un maggior numero di voti per il "no" - sostenuto dallo schieramento del campo largo, dal Pd al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza Verdi e Sinistra - rispetto a quelli per il "sì", sostenuto dalla maggioranza di Governo del centrodestra e da Azione. Per la precisione, il "sì" ha ricevuto 6.183 preferenze, mentre il "no" è arrivato a 7.885.

"Tantissimi sono stati i giovani che si sono recati alle urne - ha aggiunto Papiani - e la partecipazione è stata davvero alta soprattutto se si considera la base elettorale che in città si aggirava intorno ai 21.300 elettori, quasi 600 in meno rispetto alle ultime amministrative".

Così il Pd pontederese ha voluto ringraziare tutti i volontari e le volontarie che si sono messi a disposizione per la campagna di informazione precedente ai due giorni di voto. "A livello nazionale - ha concluso il segretario - la vittoria del no è un segnale importante che il Governo dovrà valutare e che l'opposizione invece dovrà utilizzare come rampa di lancio per le elezioni politiche dell'anno prossimo".