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Settimane decisive per il futuro Granata

Tra scadenze e incertezze, il club chiamato a compiere passi fondamentali per garantire la propria continuità sportiva

Il futuro del Pontedera si deciderà nelle prossime settimane. Tra scadenze imminenti e un silenzio societario che dura ormai da oltre un mese, il club granata è chiamato a compiere passi fondamentali per garantire la propria continuità sportiva, sia in caso di riammissione in Serie C sia nell'eventualità di una ripartenza dalla Serie D.

La prima data riguarda la finestra per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C prevista tra il 4 e il 10 luglio, ma il primo ostacolo da superare arriverà già il 7 giugno. Entro quella data dovranno infatti essere regolarizzate le pendenze relative alla stagione appena conclusa: in caso contrario, il rischio di vedere respinta la domanda di ammissione sarebbe elevato.

L'altra data è quella legata alla posizione del club, la proprietà dovrebbe versare entro il 1 luglio le risorse necessarie a coprire gli stipendi di aprile e maggio, per l'ottenimento della Licenza Nazionale, requisito fondamentale per procedere con l'iscrizione. L'adempimento degli obblighi economici e documentali resta inoltre indispensabile anche in caso di partecipazione al prossimo campionato di Serie D. Senza la completa regolarizzazione delle posizioni richieste per la stagione in corso, infatti, non sarebbe possibile formalizzare alcuna iscrizione.

Non solo scadenze, perché la proprietà ha fatto sapere che sarebbe disposta in primo luogo a porre i 350mila euro per il ripescaggio, ma che sul fronte organizzativo non nominerebbe un direttore sportivo. Secondo le indiscrezioni, la gestione verrebbe affidata a Roberto Rappa Santos. Da capire se la sua esperienza sarà quindi utile a dare manforte ai granata nella ripartenza e soprattutto in un campionato complesso come quello dei dilettanti.

Adesso l'attenzione è tutta rivolta alla proprietà, attesa a fornire risposte concrete nei prossimi giorni di fuoco per garantire la prosecuzione dell'attività sportiva. In gioco non c'è soltanto la categoria da cui ripartire, ma la stessa continuità di una storia calcistica lunga 114 anni.