È stato indetto uno sciopero di due ore a fine turno per la 2R, stabilimento della Piaggio dove prende vita la Vespa, da parte dell'Usb. Che denuncia un episodio avvenuto nella giornata di oggi, giovedì 1° Ottobre, che avrebbe potuto portare a un infortunio sul lavoro.
A spiegare i fatti sono stati gli stessi sindacalisti Usb. "Sulla Linea 6 si è verificato l’ennesimo episodio che avrebbe potuto trasformarsi in un grave infortunio: un avvitatore si è sganciato dall’anello di tenuta e, cosa ancora più grave, risultava privo della doppia sicurezza - hanno precisato - solo una circostanza fortuita ha impedito che oggi fossimo qui a parlare di un lavoratore colpito dall’attrezzatura. Questa non è sicurezza, questa è fortuna".
"I mancati infortuni continuano a essere numerosi e rappresentano un preciso campanello d’allarme: qualcosa non sta funzionando e deve essere affrontato prima che un mancato infortunio si trasformi in un infortunio grave o mortale - hanno aggiunto - non accettiamo che si debba aspettare l’incidente per intervenire, perché ogni lavoratore deve poter entrare in fabbrica al mattino e tornare a casa dalla propria famiglia la sera. Da una parte vediamo investimenti, comunicazione, marketing e iniziative per valorizzare l’immagine dell’azienda. Dall’altra continuano a verificarsi situazioni nelle quali un’attrezzatura può sganciarsi e finire addosso a un lavoratore perché manca persino una doppia sicurezza".
Usb fa anche riferimento ai più recenti casi di infortunio sul lavoro in Toscana e in Italia, senza dimenticare le molte vittime. "Non possiamo continuare a parlare di queste tragedie come semplici fatalità - hanno proseguito - la sicurezza deve essere garantita a tutti, senza differenze e senza scaricare le responsabilità lungo la catena produttiva. La sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere. Da tempo sosteniamo la necessità di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro, insieme a una maggiore responsabilità delle aziende committenti".
"Oggi alla Linea 6 è andata bene, ma non possiamo considerare normale che un lavoratore sia salvo perché, per caso, in quel momento si trovava lontano dalla propria postazione - hanno concluso - chiediamo la verifica immediata dell’attrezzatura e dell’intero sistema di sicurezza, il ripristino e la verifica delle doppie sicurezze dove previste, il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza nella gestione delle criticità e interventi concreti sui mancati infortuni. Non siamo disposti a pagare con la nostra salute il prezzo della produzione".