Dai fatti alle riflessioni politiche. Dalla politica alle accuse, che toccano aspetti personali e sfiorano gli insulti, delegittimando il dibattito. Lo sottolinea il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Nicolò Stella che, partendo dalla querelle nata sul tema della sicurezza, dopo il furto con spaccata ai danni della storica gioielleria Orogenesi, ha fatto notare che "quando il dibattito scivola sistematicamente sul piano della delegittimazione personale, a perdere non è solo una parte politica, ma l'intera istituzione democratica. Quanto avvenuto negli ultimi giorni a seguito delle dichiarazioni di Lega e Fratelli d'Italia, definiti come sciacalli di professione, segna un solco profondo che merita una seria riflessione".
Il riferimento è al linguaggio che il segretario del Pd di Pontedera Francesco Papiani avrebbe utilizzato nei confronti di esponenti e consiglieri dei due partiti di opposizione. "Ha superato la soglia della dialettica istituzionale - ha continuato - ha iniziato con il sentimento di pena verso i consiglieri dell'opposizione quale atto di superiorità politica e un tentativo deliberato di svilire la dignità e la funzione di chi rappresenta una fetta importante di cittadini. Poi ha raggiunto la impudicizia miseranda, parole erudite per liquidare l'attività di controllo della minoranza come una finzione o una messinscena. Quindi, è arrivato poi all'accusa di sciacallaggio, affibbiando l'appellativo a un consigliere che si era espresso su temi drammatici come l'emergenza abitativa e gli sfratti. Definire un rappresentante dei cittadini sciacallo mentre svolge il proprio mandato non fa che avvelenare irreparabilmente il pozzo della convivenza civile".
Pronta la risposta del segretario dei dem, che respinge le accuse. “Nel post in questione - ha specificato Papiani - si parla di sciacallaggio politico riferendosi a un atteggiamento politico che cavalca un fatto in sé drammatico per pura propaganda elettorale, strumentalizzando le preoccupazioni dei cittadini per sferrare attacchi al Comune. Non accusiamo nessun consigliere ma il modus operandi del partito. Al consigliere Stella, stavolta direttamente, vorrei ricapitolare, dal momento che lui stesso cita episodi precedenti, le tante occasioni in cui sono stati derisi e sbeffeggiati i membri delle altre forze politiche”.
E Papiani argomenta punto su punto. “Stella fa riferimento all’appellativo di sciacallo verso un consigliere che si era espresso sui temi dell’emergenza abitativa. Si riguardi la seduta del Consiglio del 30 Aprile - ha aggiunto - non c’è traccia di questo termine, come non c’è nel comunicato del Pd in pari data. Ricordo invece la campagna elettorale del 2024 costellata di accuse di ogni genere, da querela, nei confronti del sindaco Franconi. Nel periodo tra 2021 e 2023 ci furono numerosi video che raffiguravano l’assessore Mattia Belli come un pagliaccio. Ancora prima, durante un comizio di Giorgia Meloni del 2019, Matteo Bagnoli voleva mandare a casa, cito testualmente, quei ladri che stavano in Comune, voleva eliminare la puzza di marcio. Fino ad arrivare agli ultimi episodi. La foto di Alberto Andreoli con scritto 'Noi non tradiamo' e poi gli attacchi velati sui presunti 'amici degli amici', non ultimo il riferimento a Damiano Bolognesi. Prima di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri sarebbe bene che il consigliere guardasse la trave nel suo”.
E la chiosa finale. "Poi, se vogliamo smettere di distrarre le masse e parlare di problemi concreti, chiederei al consigliere Stella, in virtù dei suoi trascorsi di tutore dell’ordine, quali provvedimenti avrebbe potuto prendere il Comune per evitare quanto successo alla gioielleria: dotarsi di un supereroe? - ha concluso - Nella sua precedente vita professionale si ricorda che le forze dell’ordine dipendessero dalle amministrazioni locali?".