Attualità

Sos casa e lavoro, alla Caritas oltre 100 persone

Il 20,7% ha un'occupazione stabile ma non è sufficiente per vivere dignitosamente. Emergenza abitativa e solitudine altri campanelli d'allarme

Il pubblico al Centro pastorale Le Mantellate per la presentazione Rapporto Caritas

Sono più di cento le persone incontrate dal Centro d'ascolto Caritas di Pontedera. Più donne che uomini, e di queste quasi il 24% vive da sola. E spesso in condizioni di povertà, perché, in media una famiglia pontederese su dieci ha un Isee inferiore a 6mila. Così il lavoro magari c'è ma non basta per vivere, le case spesso mancano e un numero crescente di bambini dipende dai servizi solidali. 

Sono questi i quattro campanelli d’allarme, compresa la solitudine, che emergono dal 18esimo Rapporto diocesano sulle povertà della Caritas di Pisa, presentato al centro pastorale Le Mantellate, durante l'incontro, dal titolo "Il grido silenzioso", preceduto dalla donazione al centro d'ascolto del quadro "Free Free Palestine" di Federico Banchellini, vincitore della 30esima edizione del Premio Gronchi Città di Pontedera. 

“Nel quadro – ha detto Banchellini negli attimi prima del convegno - ho rappresentato due ragazzi palestinesi che rivolgono uno sguardo di speranza verso chiunque stia osservando la tela”. Un messaggio che aspira alla libertà e che calza a pennello con i dati presentati da Francesco Paletti, redattore del rapporto sulle povertà don Emanuele Morelli, direttore diocesano Caritas Pisa, Fabrizio Mariani, responsabile area marginalità della cooperativa Arnera e Carla Cocilova, vicesindaca di Pontedera con delega alle politiche sociali.

Il quadro di Federico Banchellini donato alla sede del Centro d'ascolto di Pontedera

Nel 2024 la Caritas, secondo il rapporto, ha sostenuto 6.739 persone, un numero equivalente alla popolazione di Buti o Calci. Di queste, 1.830 hanno bussato direttamente ai centri d’ascolto, portando con sé le difficoltà dell’intero nucleo familiare: 1.067 minori, 430 figli maggiorenni, 3.412 familiari conviventi. E testimoniando le criticità più diffuse, con il primo allarme che riguarda il lavoro. Più di una persona su due tra quelle incontrate non ha un’occupazione. Ma il 20,6% lavora invece regolarmente, magari come cameriere, venditore ambulante, operaio, spesso con contratti stabili, non riuscendo comunque a far fronte alle spese essenziali.

Il secondo campanello d’allarme riguarda la casa. Le situazioni di marginalità abitativa, persone senza dimora o in condizioni di fortuna - sono salite al 19,7%, contro il 14,8% del 2023. Una crescita che va di pari passo all’aumento degli affitti e alla contrazione degli alloggi disponibili, in parte forse legata anche al fenomeno degli affitti brevi. Il terzo segnale arriva poi dalla povertà dei minori, con la Cittadella della Solidarietà che nel 2024 ha sostenuto 1.531 persone, di cui il 34,2% minorenni. In aumento soprattutto i piccolissimi: 170 bambini sotto i sei anni, un terzo degli utenti under 18, contro i 116 dell’anno precedente. “Viviamo in un tempo in cui – ha sottolineato don Morelli - anche dal punto di vista dell’organizzazione dei servizi sociali, non possiamo fare a meno degli altri, per questo rimaniamo convinti che una gestione associata dei servizi sociosanitari sia da preferire per il chiaro vantaggio di avere una visione di insieme nell’identificazione dei bisogni e nell’erogazione delle attività, affinché questi bisogni vengano affrontati e soddisfatti”.

Don Emanuele Moralli e Carla Cocilova

Nel corso del 2024 ogni persona accolta si è rivolta ai servizi Caritas fra 4 e 5 volte. La risposta principale è stata sui bisogni primari: il 57,9% degli interventi riguarda beni materiali (alimenti, vestiario, bombole del gas, supporti sanitari). Le mense hanno preparato 40.493 pasti, mentre il servizio docce ha garantito 1.522 accessi. “Ringrazio la Caritas – ha concluso la vicesindaca - non solo per il prezioso lavoro che è quello del rapporto, ormai strumento fondamentale per leggere le dinamiche del territorio e le questioni inerenti alle povertà, ma anche e soprattutto per il prezioso lavoro che fanno i volontari e le volontarie ogni giorno. La rete e i presidi di ascolto e presa in carico territoriale è sempre più fondamentale anche se non basta in un contesto in cui mancano interventi strutturali a livello nazionale. La fotografia che ci restituisce il rapporto e che vediamo ogni giorno anche come amministrazione, è quella di persone che vivono ai margini, ma anche di persone che pur lavorando non arrivano più a fine mese, famiglie che perdono la casa, che è una vera emergenza nel nostro paese. Il Comune di Pontedera fa investimenti importanti nelle politiche sociali, cerchiamo soluzioni affinché ognuno possa vivere con dignità e lo facciamo condividendo l'impegno con le associazioni, il terzo settore e il privato sociale. E' necessario però denunciare con forza che servono politiche e interventi strutturali, non bonus o spot non risolutivi”.