Le tanto attese Consulte sono state appena varate e fanno già discutere. A catalizzare la polemica, mentre altre devono ancora prendere forma, è quella del Centro città-stazione, per la quale i componenti hanno scelto a maggioranza di eleggere come presidente Alberto Andreoli, avvocato ed ex consigliere comunale di Presidio Civico.
Una scelta che Fratelli d'Italia non ha affatto gradito. Anzi: la nomina di Andreoli, che nel 2024 è stato anche candidato sindaco con la sua lista civica, per la sezione pontederese del partito di Giorgia Meloni odora di inciucio. "Con l’elezione di Andreoli si è consumato l’ennesimo tradimento nei confronti dei cittadini - hanno scritto all'indomani della prima seduta della Consulta - un passaggio che non lascia più dubbi: Andreoli ha scelto di stare con il Partito Democratico e con il centrosinistra. Altro che indipendenza".
Questo perché, all'interno della Consulta, ci sono anche rappresentanti delle forze politiche che hanno partecipato alle ultime elezioni comunali. Compreso, appunto, il Pd. "Alcune battaglie di Andreoli e di Presidio Civico le condividevamo e Fratelli d’Italia continuerà a portare avanti queste battaglie con chiarezza, senza ambiguità e senza doppi giochi - hanno aggiunto - non per interesse personale, ma per rispetto verso i cittadini e verso il programma con cui ci siamo presentati alla città. Poi c’è chi, invece, sceglie un’altra strada. Chi, dopo essere subentrato in Consiglio, tradendo il mandato ricevuto dagli elettori della Lega e costruendo il proprio gruppo, decide dopo i tanti ammiccamenti degli ultimi due anni di compiere il passo decisivo, abbandonando definitivamente ogni parvenza di indipendenza in cambio di un ruolo e di un po’ di visibilità".
"Oggi più che mai rivendichiamo con forza la scelta fatta alle ultime elezioni: nessun accordo al ballottaggio con chi ha dimostrato di non avere una linea, né una coerenza - hanno concluso -perché in politica si può anche perdere una partita, ma mai la faccia. E noi siamo orgogliosi di poter continuare a camminare a testa alta tra le vie di Pontedera, guardando negli occhi i cittadini".
Una ricostruzione che, per Andreoli, è completamente falsa. "Questo è un attacco personale, che io in politica non mi sono mai sognato di fare verso gli altri - ha affermato - la ricostruzione di quanto accaduto è semplice: io sono iscritto alla Consulta come residente del centro, perché il rappresentante di Presidio Civico è un altro. Sono una figura indipendente e l'ho dimostrato candidandomi con una lista civica, mantenendomi equidistante. Evidentemente, per questo, sono stato indicato da un'associazione come persona seria e capace che dà garanzia di imparzialità: nel 2024 non ho chiesto apparentamenti a nessuno dei due schieramenti al ballottaggio, nonostante mi fosse stato offerto un assessorato dal centrodestra".
"Il mio nome è stato fatto da altri, non mi sono in alcun modo candidato - ha proseguito - la loro polemica è dovuta al fatto che Francesco Papiani (segretario comunale del Pd, ndr), che partecipa a sua volta come libero cittadino, ha spiegato come, pur essendoci distanza su alcuni temi politici, mi ritenga una persona seria e che si è spesa in senso civico. All'interno delle Consulte, del resto, si valutano le competenze ed è lo stesso regolamento che chiede di renderle uno strumento di partecipazione e di civismo attivo".
Così, alla fine, Andreoli è stato eletto e, con lui, Federico Orsini come vicepresidente. "Mi sono astenuto sulla mia stessa elezione, prendendo parola soltanto a cose fatte, rimarcando le criticità delle Consulte e facendo capire quanto sia fondamentale ampliare la partecipazione, non fare un uso politico di questi organismi - ha concluso - credo sia stato marchiata la Consulta con una polemica inopportuna. Tra l'altro, è stato accusato di essere un organo non democratico: Bagnoli, neppure residente in centro città, ha comunque avuto modo di parlare, pur non avendone titolo. La mia elezione è stata possibile grazie a una maggioranza democratica ed eterogenea che ha scelto una figura imparziale. La migliore risposta sarà quel che riusciremo a fare con il lavoro della Consulta".