Politica

Tar-cimiteri, "Punto più basso di una certa politica"

Dopo il rigetto del ricorso, Andreoli di Presidio Civico è critico: "I soldi spesi dal Comune per la difesa in aula potevano andare alla città"

Alberto Andreoli

La sentenza del Tar della Toscana sulla questione della distanza tra i cimiteri e il nuovo supermercato, oltre al fast food che dovrà essere realizzato, non poteva rimanere senza conseguenze sul piano politico. E se il sindaco Franconi e il Pd hanno già espresso soddisfazione, da Alberto Andreoli, ex candidato sindaco di Presidio Civico Pontedera e consigliere comunale, arriva una stoccata all'opposizione.

"Questo procedimento certifica il punto più basso di un certo modo di intendere la politica, dopo una campagna elettorale, nel 2024, che sarà ricordata per gli slogan sensazionalistici, le minacce di querela, l’alto tasso di astensionismo e la mancanza di partecipazione dei cittadini - ha commentato - ricordo soltanto che, per legge, non possono ricoprire la carica di sindaco o consigliere comunale coloro che hanno una lite pendente con il Comune. È pur vero che nessuno dei consiglieri attualmente in carica ha firmato il ricorso, ma leggere tra i firmatari stretti congiunti di alcuni di essi o attivisti di un partito, diciamo che non è una cosa di cui andare fieri".

"Si fa politica per amore di servizio per la propria città, non per danneggiarla trascinandola in Tribunale - ha aggiunto - i ricorrenti sono stati condannati a rifondere le spese, tuttavia il Comune è stato costretto a spendere più di 10mila euro per incaricare il proprio difensore e probabilmente ne dovrà spendere altri. Questi soldi pubblici vengono sottratti ai cittadini e, magari, si potevano destinare a chi ha bisogno o alla tanto richiesta sicurezza".

Per Andreoli, insomma, è stato completamente sbagliato l'approccio. "Qualcuno avrebbe dovuto fare quello per cui è stato eletto, battendosi in Consiglio comunale nell’Aprile 2024 per scongiurare lo scempio del cimitero, anziché votare a favore del fast food per poi lamentarsene in tribunale - ha proseguito - si potevano organizzare dibattiti, raccolte firme e manifestazioni, cioè fare un sano esercizio di democrazia. Presidio Civico si oppose in Consiglio alla ulteriore colata di cemento".

"In questa vicenda c'è poco da esultare - ha concluso Andreoli - hanno vinto le società private che hanno realizzato il supermercato e a breve il fast food, ma non hanno vinto i cittadini, né tantomeno l’interesse pubblico. Augurandoci che il ministro della Giustizia si astenga dall’inviare gli ispettori a Firenze, mi auguro anche che la politica cittadina torni a confrontarsi e a dialogare nel rispetto reciproco della dignità di ciascuna parte, ma soprattutto del cittadino".