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Teatro Era, la stagione di Massini è ricerca e casa

Grandi nomi, l'alluvione e il Premio Grotowski. "Credo che qualcuno a Roma abbia fatto una cretinata a toglierci lo status di teatro nazionale"

Tornerà a essere centro di ricerca teatrale, noto non solo in Toscana e per la prima volta accoglierà spettacoli unici, peculiari che non si troveranno negli altri due palchi Pergola e Rifredi. E’ questo il progetto che Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana, al suo secondo anno al timone delle tre sale, ha per l’Era dove ha raccontato scelte e strategia per la nuova stagione. “Un teatro che deve essere casa – ha detto – ma anche polo e mosaico di unicità, da dove partono gli spettacoli, da dove gli attori debuttano, come farò io stesso con Zar e provano, dove all’interno del cartellone verrà dedicato uno spazio speciale al Premio Jerzy Grotowski, conferito per il teatro internazionale a Milo Rau”.

Nomi famosi e attenzione ai talenti del territorio, nuovi progetti e tanta formazione e collaborazione con le scuole, anniversari da non dimenticare, come quello dell’alluvione. “Perché non si fa teatro – ha aggiunto – senza conoscere gli spettatori. Stiamo lavorando a un evento in cui le persone potranno ricordare quando il fiume portò invece della vita la distruzione e poi ospiteremo “Gli angeli del fango”, scritto da una giovane e bravissima regista con attori altrettanto giovani”.

La nuova stagione del Teatro della Toscana “In alt(r)o mare” è insomma una varietà di linguaggi, e quella parentesi è già un manifesto. “Pontedera – ha sottolineato Massini - ha un bellissimo pubblico, la scorsa stagione è andata molto bene, la partecipazione è cresciuta e come direttore artistico non posso che ringraziare di cuore, in un anno che non è stato affatto semplice. Credo che qualcuno a Roma abbia fatto una cretinata a togliere lo status di teatro nazionale”.

Ora che il declassamento è stato metabolizzato, tutto torna a concentrarsi sulla sala, nella platea, tra la gente. Accanto a Massini, nel giardino del Teatro Era, tra i tavolini pieni di gente, il sindaco Matteo Franconi e Walter Zambaldi, neo direttore generale e figura chiave del processo di risanamento dei conti. E così si alza il sipario su una stagione “che deve essere ragionata, che deve avere un filo conduttore” ha specificato, annunciando anche la nascita dell’Associazione Amici del Teatro della Toscana che avrà come presidenti onorari Dacia Maraini, Corrado Augias, Ferruccio De Bortoli e Roberto Vecchioni, con gli associati che potranno accedere alle prove, partecipare agli aperitivi con gli attori e con i primi abbonanti che potranno avere dei benefit.

Venendo al cartellone, all’Era il sipario si alzerà in anticipo rispetto al solito, il 17 Ottobre, con Lo Zar. Seguiranno altri 18 spettacoli tra quelli in abbonamento, quelli fuori, quelli della parentesi speciale del Premio Grotowski e il ritorno de “E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao” che chiuderà il cartellone il 23 Maggio. “Sto lavorando – ha aggiunto l’artista - affinché lo spettacolo della Piaggio possa essere conosciuto da tante altre parti. L’esito della prima serata è stato incredibile e intanto il 28 Giugno verrà trasmesso in tutta Italia in diretta da Radio Rai”.

E poi, sul tema della guerra non solo la storia agghiacciante e potentissima di Putin ma anche “Preghiera” di Virgilio Sieni che nasce dall’urgenza di riflettere sul presente “che attualmente vede ben 124 conflitti armati”, ha specificato Massini e “Talk show polaroid” dove Sotterraneo incontra Cecilia Sala. Ma anche grandi attori che diventano registi come Pierfrancesco Favino con “People, places e things”, Alessio Boni con “Moliere”, Antonio Rezza con “Anelante”. Grandi ritorni come quello di Alessandro Benvenuti con “Ritorno a casa Gori” e Luca Marinelli con “La cosmicomica vita di Q”. E attesa per l’”Amleto” del Collettivo Cinetico e l’“Autodifesa di Caino” con Luca Zingaretti: ultimo monologo scritto da Andrea Camilleri e ritrovato negli Archivi dell’Istituto Dramma Popolare di San Miniato.