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Tempo lungo e ludoteca, la ricetta anti chiusura per la Pascoli

L'assessore all'Istruzione invitato dalla Consulta Bellaria Galimberti a raccontare il percorso intrapreso per salvare le elementari di via Diaz

Un momento della riunione della consulta nella sala dell'Utel

“Lodevole che ci sia una parte della città che si preoccupa della scuola Pascoli. L'auspicio è che questo interesse sia reale e la questione non venga strumentalizzata”. Parte da questo presupposto l’assessore all’Istruzione Francesco Mori, invitato a intervenire dalla Consulta Bellaria Galimberti in un incontro aperto al pubblico, nelle sede dell'Utel, per chiarire la posizione dell’amministrazione e i passi che sta compiendo nel percorso per "salvare" le elementari di via Diaz.

Quest’anno, per mancanza di iscrizioni, la scuola non ha attivato la classe prima e questa assenza è stata, per gli abitanti del quartiere, un forte campanello d’allarme. Per questo la consulta, incarnando il suo ruolo di “ponte” tra ente pubblico e cittadini si è fatta portavoce di un problema da analizzare e su cui riflettere. 

"La Pascoli fa parte dell’istituto comprensivo Pacinotti e la storia che ha portato i comprensivi a costituirsi risale al 2001. A Pontedera – ha dettagliato Mori - ce ne sono tre, per un totale di 19 scuole, tra infanzia, primarie e secondarie. Questa articolazione si compone di un quadro territoriale tra centro, periferia e frazioni, piuttosto articolato determinando un reticolato di competenze che per certi aspetti non ha seguito il criterio della prossimità urbanistica. La logica è invece quella di prevedere un percorso didattico che la normativa scolastica sulle iscrizioni determina in modo preciso. Si tratta di una normativa ministeriale che immagina che l'istituto comprensivo rispetti un principio di continuità. Le iscrizioni fatte dalle famiglie sanciscono questa appartenenza alla comunità scolastica dell'istituto comprensivo”. Che tradotto significa che se un bambino inizia a frequentare l’infanzia in un istituto comprensivo la scelta vorrebbe che continuasse la sua formazione all’interno di quel comprensivo. 

“Ma - ha specificato l’assessore - si ha diritto di iscrivere i figli in ogni scuola, non ci sono vincoli. Non ci sono impedimenti, semmai valgono i criteri deliberati dai consigli d'istituto e c’è il tema della distribuzione geografica, con il principio della precedenza che esiste”.

Proprio sul tema dello stradario, e dunque sulla scelta della scuola in base alle indicazioni delle vie di residenza, molti in sala sono intervenuti sottolineando che l’introduzione della doppia possibilità di scelta dei residenti in alcune vie specifiche, con la possibilità dunque di indicare la Pascoli oppure la Saffi, le elementari all’interno invece del comprensivo Curtatone e Montanara e con sede al Polo Dino Carlesi, abbia contribuito ad allontanare diversi bimbi dalla scuola di via Diaz.

Mori, però, porta al tavolo altre considerazioni e concause che spiegano il diminuito appeal della Pascoli. “La scuola – ha detto - la fanno gli insegnanti insieme alle famiglie e agli studenti e negli anni ci sono state al comprensivo Pacinotti delle dirigenti che hanno poco compreso le logiche comunitarie di Pontedera e non hanno insistito su alcune proposte, in primis quella del tempo pieno, che invece avrebbero fatto la differenza per rispondere alle esigenze dei genitori. Così si è determinato uno sbilanciamento. Rispetto al 2001 poi dobbiamo fare i conti con l'inverno demografico. Sempre meno nuovi nati, anche se c'è la ripresa del saldo migratorio e l'arrivo di studenti stranieri. Pontedera è sempre di più una città multiculturale. Si può essere più o meno favorevoli a questa dimensione ma la storia ci racconta queste trasformazioni. Sarei contento se l’unico problema riguardasse lo stradario”.

Insomma, il rischio che la Pascola chiuda c’è, così come esiste il pericolo di ridimensionamento di tante realtà in Valdera. Ma proprio per scongiurare queste nubi nere all’orizzonte "il Comune – è entrato nel merito l’assessore - ha intrapreso un percorso, una conferenza dei servizi, per ragionare in termini di equilibrio della distribuzione di iscrizioni. È un lavoro certosino che determina anche l’invito alle dirigenti a non sbilanciare le iscrizioni tra i tre istituti comprensivi cittadini ma anche tra scuole diverse che fanno parte dello stesso istituto. Alla Pascoli negli ultimi due anni è stato proprio fatto questo lavoro di trasferimento, spostando alcune iscrizioni dalla Dante e dalla De Amicis. Per quest’anno scolastico non ce l'abbiamo fatta perché alcune dirigenti scolastiche non ci hanno creduto”.

Così, vagliate le motivazioni, Mori ha sottolineato quali proposte sono già state messe in campo per provare a non perdere la Pascoli. “Perché se una scuola chiude è una sconfitta per il futuro di Pontedera. Con la vicesindaca Carla Cocilova, però, abbiamo fatto già dei passaggi incontrando la preside e suggerendole di optare per il tempo pieno, archiviando l’attuale tempo ibrido, con solo due pomeriggi a scuola e io stesso, qualche ora fa, ero dal provveditore per capire quali devono essere i numeri per le prime classi. Abbiamo pensato poi di attivare proposte di doposcuola, una ludoteca, dei servizi extra scolastici direttamente alla Pascoli per concentrare l'attenzione di tutta la comunità pontederese e non solo del quartiere e ridistribuire gli alunni che magari abitano più lontano, nel quartiere dei Villaggi che potrebbero frequentare le elementari in via Diaz. Il Comune si impegna a mettere a disposizione uno scuolabus dedicato a questi bimbi. Da parte nostra è prioritario recuperare la Pascoli”.

Ed ecco però l’appello ai presenti. “Chiedo a voi di dar credito al lavoro svolto nell’istituto Pacinotti e di cambiare quella narrazione che serpeggia in città per cui esisterebbero scuole di serie A e scuole di serie B - ha detto Mori - questo non posso permetterlo e serve che la comunità smetta di essere ipocrita”.

Ma se per l’ex preside della Pacinotti Liviana Canovai, alla guida del comprensivo per oltre 20 anni, presente all’assemblea, la risoluzione del contrasto fra gli istituti comprensivi in fase di iscrizione, che di fatto c’è sempre stato, sta nella collaborazione, per alcuni insegnanti seduti in sala, un altro elemento che ha inciso e non poco nella scelta delle famiglie è stata la realizzazione del Polo Dino Carlesi. “L’attrattiva di una scuola nuova con la stessa offerta oraria – hanno spiegato – ha spostato e non di poco l’interesse delle famiglie”.

La battaglia in difesa della Pascoli resta però il punto cruciale da cui partire, condiviso da tutti. “Senza dimenticare – ha concluso Alberto Andreoli – la funzione sociale che la scuola svolge nella zona. Intorno alla Pascoli ci sono diversi negozi di vicinato. Il mantenimento delle elementari tutelerebbe anche quelle attività”. 

Paola Silvi
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