La visita a Pontedera, avvenuta alcuni mesi fa, da parte dei due funzionari del Consiglio, Marta Perez Ramirez e Ben Freeman spicca sul sito del Consiglio d'Europa, programma Città Interculturali, nella sezione Newsroom. Una vetrina importante per la città della Vespa, dove c'è un rimando anche al profilo interculturale di Pontedera e dove viene scattata una fotografia delle attività portata avanti nella città su questo versante, toccando con mano la realtà esistente.
Pontedera è infatti inserita nella rete internazionale delle Città Interculturali, programma promosso dallo stesso Consiglio d'Europa - organismo con 46 Stati membri che ha come collante la promozione dei diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto - e che mette insieme lo sviluppo di politiche comuni che valorizzino la diversità culturale come risorsa, promuovendo inclusione e interazione. "Abbiamo aderito da tempo a questa organizzazione, che raggruppa ad oggi 170 città - ha ricordato la vicesindaca e assessora alle Politiche interculturali, Diritti civili e Nuove generazioni Carla Cocilova - e crediamo fortemente in un approccio trasversale che generi cambiamenti reali e affronti le sfide che abbiamo davanti con concretezza".
Ma non finisce qui, perché nella scacchiera delle relazioni internazionali ci sono altri due mosse. "Aggiungo altri due elementi più recenti - ha detto la vicesindca - abbiamo firmato un accordo con Icei, tramite la Rete Città del Dialogo, per la realizzazione del progetto Space contro le discriminazioni, che promuoverà azioni di partecipazione a supporto dell'impegno di bambini e ragazzi sull'interculturalità e la democrazia e abbiamo una candidatura aperta a Prevent, un programma di protezione dei diritti attraverso narrative etiche a livello locale. Si tratta di una serie di azioni che, come amministrazione comunale, portiamo avanti provando a centrare nuovi obiettivi consolidando da una parte il lavoro politico svolto negli anni su questi temi e quello, fondamentale, realizzato dagli uffici comunali, che collocano Pontedera come realtà di prim'ordine nelle buone pratiche sull'intercultura".