Attualità

Un patto tra residenti e Comune per la città

Con "Beni in Comune" i cittadini possono proporre all'amministrazione interventi ordinari o complessi: dalla pulizia alle attività culturali e sociali

Un percorso condiviso per attuare forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale nell'ambito di cura, rigenerazione e gestione condivisa dei beni pubblici. È questo il senso di "Beni in Comune", il progetto che in Toscana ha già visto attivare oltre mille collaborazioni tra privati e Comuni e che prende forma anche a Pontedera.

Una vera e propria chiamata per coloro che, nel loro piccolo, vogliono contribuire a rendere migliore la città. Anche attraverso interventi di semplice manutenzione, come pulizia, imbiancatura, giardinaggio o allestimenti, ma anche con attività di animazione territoriale e aggregazione sociale, culturali e formative.

"Un progetto sottoscritto da una città di persone che serve per garantirne e migliorarne la fruizione individuale e collettiva - ha detto la vicesindaca Carla Cocilova, che nei giorni scorsi è stata promotrice di un incontro pubblico per presentare il progetto - condividendo con l’amministrazione la responsabilità di cura, gestione condivisa o rigenerazione".

Nel dettaglio, è possibile aderire proponendo un patto di collaborazione, che può essere ordinario o complesso. Nel caso del patto di collaborazione ordinario, i cittadini coinvolti possono realizzare appunto piccoli interventi di manutenzione, ma anche di aggregazione e socialità. Per quanto riguarda, invece, il patto di collaborazione complesso, questo si riferisce a spazi e beni comuni che hanno caratteristiche di valore storico, culturale o che hanno dimensioni e valore economico significativo, su cui i cittadini propongono di realizzare interventi di cura o rigenerazione che comportano attività complesse o innovative volte al recupero, alla trasformazione ed alla gestione continuata nel tempo per lo svolgimento di attività di interesse generale.

"Con la sottoscrizione del patto Comune e cittadini definiscono finalità, modalità di esecuzione, prescrizioni, obiettivi e risultati attesi - ha concluso la vicesindaca - nella tavola rotonda che si è tenuta la scorsa settimana al Centrum Sete Sois abbiamo avuto un confronto importante. Con cittadini singoli o organizzati, i rappresentanti di consulte di quartiere e frazione, insegnanti e studenti. È un percorso aperto veramente a tutti e, come emerso nelle relazioni di Labsus, soggetto che da tempo cura questi temi, ci sono ampi spazi di crescita, partecipazione e coinvolgimento".