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Una festa con Shakespeare per la nascita del teatro in città

A Villa Crastan, terzo e ultimo appuntamento estivo di Charlie’s Time. In scena Dario Marconcini, Joana Estebanell Milian e il pianista Mauro Arbusti

Le canzoni con cui William Shakespeare arricchisce le sue opere diventano un viaggio musicale e teatrale attraverso i diversi paesaggi dell’amore. Andrà in scena sabato 18 Luglio alle 21 a Villa Crastan If music be the food of love… Amarsi con Shakespeare, evento che chiuderà la programmazione estiva della rassegna Charlie's Time.

Lo spettacolo, proposto in prima nazionale assoluta, nasce da un’idea e da un testo narrativo di Roberto Scarpa, con la regia di Massimiliano Farau. Sul palco saranno presenti Dario Marconcini, prologo e voce narrante, la cantante Joana Estebanell Milian e il pianista Mauro Arbusti

"La rassegna però - ha spiegato il presidente della Fondazione Charlie, Angelo Migliarini - riprenderà a Settembre e Ottobre, con il tentativo di battere il record del telefono senza fili più lungo del mondo e con il coinvolgimento delle scuole del territorio, chiamate a immaginare graficamente l'identità di Charlie. Siamo orgogliosi di presentare a Pontedera il debutto nazionale di uno spettacolo che parla d’amore in un momento in cui non si parla d’altro che di violenza e di guerra. Shakespeare offre sempre la possibilità di nuovi approfondimenti e di un nuovo stupore, come quello che nasce davanti alla bellezza delle canzoni contenute in questo spettacolo".

La serata sarà anche l’occasione per ricordare la nascita dell’esperienza teatrale pontederese proprio negli spazi delle ex Scuderie della Villa, oggi occupati dalla Fondazione Charlie. "Festeggeremo anche il quasi sessantesimo compleanno del teatro di Pontedera, nato proprio qui - ha aggiunto - sarà bellissimo celebrarlo con Dario Marconcini, che ne è stato l’inventore, nuovamente sul palco".

E per Roberto Scarpa, il ritorno a Villa Crastan porta con sé anche la memoria delle origini del teatro a Pontedera e del valore dell’immaginazione come forma di resistenza. "Questa villa assomiglia molto alla villa degli Scalognati dei Giganti della montagna di Pirandello, un’opera dalla gestazione faticosa che l’autore non riuscì a terminare - ha detto - gli Scalognati non vogliono avere a che fare con la realtà e vivono nella fantasia e nell’immaginazione. Così eravamo anche noi quando animavamo questi luoghi con l’esperienza del teatro".

Così lo spettacolo rappresenta anche un incontro artistico e umano. "Ritrovare dopo circa cinquant’anni amici come Roberto Scarpa - ha detto Marconcini -  è una grande gioia. Essere voce narrante è per me un’esperienza nuova e, come ogni cosa nuova, mi stimola e mi incuriosisce. Questi canti sono come un’aria che entra dentro, apre le porte e fa arrivare l’amore. È un’emozione incredibile essere tornato a provare nella stanza dove oggi ha sede Charlie e dove, alla fine degli anni Sessanta, nacque il Piccolo Teatro di Pontedera. Nel seminario al quale ho lavorato qui quest’anno, ho osservato ancora una volta quanto Shakespeare sia un autore popolare, che appartiene a tutti. Anche nel Far West si recitava Shakespeare e i suoi poemi sono arrivati ovunque. Le sue canzoni d’amore, invece, sono meno conosciute".