Nell'aula Magna del polo scolastico Dino Carlesi è andata in scena nella mattinata odierna, giovedì 22 Gennaio, l'inaugurazione della targa in onore di Maria Giuntini Vanni, storica preside della scuola media Curtatone Montanara. Una personalità che ha fatto dell'insegnamento la sua vita, all'avanguardia verso materie e metodi d'insegnamento che negli anni 80-90 erano quasi immaginazione.
Una scelta, quella di dedicare l'aula magna del nuovo polo Carlesi alla dirigente scolastica, portata in consiglio scolastico e approvata all’unanimità. Tante le persone presenti all'inaugurazione: dalla famiglia di Vanni, al personale scolastico dell'attuale Curtatone e Montanara e quello che ha lavorato a stretto contatto con la preside.
"Che cosa rappresenta davvero questa scuola? Rappresenta una realtà con una tradizione storica profonda nella nostra città - ha detto l'assessore Francesco Mori - La preside Vanni era una persona che metteva tutta se stessa nell'insegnamento, una vera e propria vocazione. In quelle mura c’era una cura autentica, un’attenzione alla qualità dello stare a scuola, al benessere quotidiano, che andava ben oltre il lavoro d’ufficio, che nella scuola di oggi sta prendendo il posto del ruolo di guida dei ragazzi. La preside era un punto di riferimento per tutti gli alunni, capace di coordinare il lavoro di centinaia di persone e di dialogare con il territorio".
Un metodo, quello della storica dirigente, ancora oggi usato e preso d'esempio per i piani di studio scolastici, in una visione d'insegnamento che guardava al futuro, al mondo delle aziende e ad ambiti di studio inusuali per quegli anni, come l'informatica e le tecnologie digitali.
"Parliamo di una figura importante del mondo della scuola, che incarnava un impegno culturale pieno - hanno dichiarato la la dirigente scolastica Maura Biasci e la professoressa Antonella Santerini - Una vita per la scuola” non è una frase fatta, ma il modo più autentico per raccontare ciò che ha rappresentato. Quest targa, il valore simbolico che rappresenta, si traduce nella volontà di trasmettere a chi verrà dopo come si possa rendere viva e quotidiana la storia di chi la scuola l’ha costruita e fatta, attraverso una cura costante dell'intero apparato scolastico, che passa anche dalla responsabilità degli studenti e delle famiglie".
Tanta l'emozione nella parole dei colleghi e della famiglia, per ricordare che "chi non crede nella scuola, non crede neanche nei giovani ragazzi". Un monito che Maria Giuntini Vanni portava sempre con sé, lasciando al mondo didattico italiano un 'eredità che ha cambiato la vita di migliaia di stendenti e insegnanti.