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Usb, "Problemi e incertezze nello stabilimento Piaggio"

Dopo l’incontro con la dirigenza, l'unione sindacale di base denuncia criticità e problematiche nello stabilimento pontederese

Dopo l’incontro avvenuto venerdì 23 Gennaio tra la dirigenza Piaggio e le organizzazioni sindacali, Usb ha diffuso un comunicato in cui segnala criticità e problematiche nello stabilimento pontederese, denunciando "Una distanza profonda tra il racconto aziendale e la realtà vissuta quotidianamente nello stabilimento di Pontedera".

"Di fronte alle difficoltà produttive e occupazionali - scrive l'Unione sindacale di base - la dirigenza continua a richiamare una generica situazione geopolitica complicata, utilizzata come giustificazione permanente per scelte che in realtà sono strutturali e ben precise. Scelte che da anni producono sempre gli stessi effetti: precarizzazione del lavoro, perdita di salario e trasferimento del rischio d’impresa sulle spalle di lavoratori e lavoratrici".

Per quanto riguarda gli interventi come l'introduzione dei sistemi Adas e le riorganizzazioni interne secondo Usb "Non possono essere considerati investimenti su nuovi prodotti o su una reale espansione produttiva". 

"Adeguare i veicoli a standard tecnologici ormai obbligatori - scrive il sindacato- significa restare sul mercato, non costruire occupazione stabile né futuro industriale".

Lo stesso, secondo Usb, varrebbe per molti interventi infrastrutturali, parte dei quali, sottolinea il sindacato, sarebbe "Legata agli obblighi imposti dal Green Deal e da normative europee e nazionali: requisiti necessari per continuare a produrre e vendere, non scelte autonome di sviluppo".

Il sindacato esprime poi preoccupazione per "La conferma della cassa integrazione per impiegati e lavoratori indiretti" che, secondo Usb, smonterebbe "La narrazione aziendale di solidità e rilancio".

"La fine della solidarietà al 28 febbraio  - prosegue il sindacato nella nota- viene presentata come una buona notizia, insieme alla promessa di rientri e di una ripresa produttiva a pieno regime. Ma la realtà resta quella di una produzione a singhiozzo: brevi fasi di lavoro intenso, sperando di vendere, seguite da nuovi stop. Nessuna programmazione seria, nessuna prospettiva stabile".

"Usb - scrive ancora il sindacato - ribadisce una posizione chiara e non negoziabile: non accetteremo che la crisi venga utilizzata come strumento permanente di governo della forza lavoro; non accetteremo precarietà strutturale e salari sempre più bassi; non accetteremo accordi che tutelano l’azienda lasciando scoperti i lavoratori".