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Pratelli, la magia di un fiore e il nuovo disco

Esce l'album di inediti della cantautrice toscana che ha collaborato con artisti come Fiorello, Marco Masini, Grazia Di Michele, Enrico Ruggeri

Giulia Pratelli

"E se dopo non c'è niente che si fa? Questa vita è una scommessa". Canta Giulia Pratelli e la sua voce danza sull’incertezza di ciò che sarà, immaginando di poter diventare un fiore, una mela e, perché no?, "una canzone che scivoli per le strade e tra le labbra degli altri". 

Sfiora con gentilezza e sensibilità le insicurezze quotidiane, le pause ma anche le speranze per il futuro, "E ricordami che ero un fiore", la canzone che apre il nuovo piccolo album di inediti di Pratelli, non a caso dal titolo Un fiore, in uscita domani, 6 Ottobre per Musica di Seta e prodotto da Luca Guidi.

A tre anni dall’ep Tutti i santi, la cantautrice toscana che ha collaborato con artisti come Fiorello, Marco Masini, Grazia Di Michele, Enrico Ruggeri e aperto, tra gli altri, i concerti di Paolo Benvegnù, Luca Carboni, Edoardo Bennato, torna con le sue creazioni, dopo aver pubblicato assieme a Luca Guidi Di Blu, Omaggio a Domenico Modugno, in cinquina alle Targhe Tenco 2025 nella categoria “miglior album di interprete”.

Le canzoni affrontano temi diversi e sfaccettati: il dubbio e la titubanza su ciò che ci aspetta dopo questa vita, le limitazioni che hanno compresso la libertà di espressione delle donne nel corso del tempo, la musica e la voce come esigenza e racconto di sé, il dramma di chi attraversa il mare per cercare fortuna lontano da casa propria e, infine, la voglia di fare nido insieme a chi si ama.

Un lavoro dalle atmosfere calde, delicate ma allo stesso tempo decise, che si sviluppano attorno al gesto concreto del suonare e ad una visione “artigianale” del fare musica. Un fiore è un disco breve e intenso, che segna un momento di maturazione all’interno di un percorso artistico variegato e sempre in movimento.

“Una canzone oggi assomiglia più che mai a un fiore: movimenti a volte incomprensibili, tentativi di esprimere la propria natura e resistere alla furia dei tempi. Incidere un disco nel 2026 - ha detto Giulia Pratelli - può sembrare folle e inutile, proprio come è giusto che l’arte provi ad essere. Queste canzoni raccontano momenti vissuti, punti di vista, spunti di riflessione e provano a diventare un momento di incontro con chi le ascolterà, anche di fronte a tematiche grandi, complicate e misteriose”.