Attualità

Sul caso Biancoforno il Psi lancia il "patto sostenibile"

Pasqualetti e Sorrente, "No al muro contro muro. L'obiettivo è evitare che la crescente tensione spacchi il tessuto sociale della Valdera"

Una riunione del Psi

"I dati reali e oggettivi della vertenza tracciano un quadro ad alta tensione: lo sciopero e il corteo del 1° Ottobre hanno evidenziato una forte polarizzazione all'interno dello stabilimento di Fornacette". Partono da qui Riccardo Pasqualetti e Carlo Sorrente, della segreteria del Psi, per analizzare il "caso Biancoforno" e superare lo stallo della contrattazione attraverso tre fasi, quella della gestione della vertenza individuale, dell'organizzazione del lavoro e il modello produttivo e delle relazioni sindacali e la mediazione istituzionale.

"L'azienda ha accolto l'invito al dialogo promosso dall’amministrazione comunale di Calcinaia, orientandosi verso una gestione locale della crisi per preservare la continuità produttiva e valorizzare la solidarietà espressa dalla maggioranza dei lavoratori rimasti in attività. Sul fronte opposto - hanno ripercorso i passaggi dal Psi - le sigle sindacali puntano a una tutela complessiva dei diritti, respingendo l'idea che la nazionalizzazione della vertenza costituisca un'ingerenza esterna".

Il Partito Socialista Italiano di Pisa interviene con fermezza in questa delicata vertenza, con l'obiettivo di evitare che la crescente tensione possa spaccare il tessuto sociale della Valdera e dell'intera provincia. "Rivendichiamo - hanno detto i socialisti - la strada del pragmatismo riformista e del buonsenso, rifiutando le logiche del muro contro muro. Davanti ai cancelli di un'azienda non devono esistere fazioni contrapposte. Va riconosciuta pari dignità sia a chi sceglie la via dello sciopero per rivendicare legittimi diritti normativi, sia alla stragrande maggioranza dei lavoratori, oltre il 90% del personale, che ha scelto di rimanere al proprio posto per tutelare la continuità dell'attività e salvaguardare importanti risposte economiche e di welfare aziendale".

Per il Psi Pisa, i processi di modernizzazione industriale e l'introduzione di nuove tecnologie annunciati dalla proprietà non possono essere rifiutati per principio, ma vanno governati attraverso la contrattazione di secondo livello. Questa è la sede capace di garantire ai dipendenti risarcimenti economici adeguati per i disagi, massima sicurezza sugli impianti e turnazioni eque.

"L’unica via d'uscita da questo stallo - hanno aggiunto - è la mediazione nelle sedi legittime. Per questo motivo, chiediamo con forza all'amministrazione comunale di Calcinaia e all'assessorato al lavoro della Regione Toscana di mantenere attivo il tavolo ufficiale di conciliazione. È necessario che l'azienda presenti le linee guida del proprio piano industriale con garanzie occupazionali scritte, parallelamente le sigle sindacali devono convergere su una piattaforma comune che unisca i miglioramenti salariali alle tutele normative e al rispetto delle regole".