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I "figli della Piaggio" non si arrendono e visitano l'ex colonia

Il gruppo, invitato nel borgo ligure per partecipare alla tradizionale transumanza, ha riportato l'attenzione sulla struttura da riqualificare

Dare una seconda possibilità a un luogo che ha accolto migliaia di pontederesi e che fino a metà degli anni Ottanta era un'istituzione quasi gemellata con la città, è ancora il loro obiettivo. Che si rinnova ogni volta dopo una visita.

L'ultima domenica, quando a Santo Stefano d'Aveto nell'ex colonia Piaggio che per tante estati li ha accolti da piccoli, come figli di dipendenti dell'azienda madre della Vespa, che andavano a passarci intere settimane di vacanza, sono tornati di nuovo.

Una rappresentanza del gruppo è stato invitata nel borgo ligure in occasione della Transumanza, uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno. Santo Stefano d'Aveto, immersa tra le montagne che sovrastano Genova, in Liguria e che, per quasi mezzo secolo dal 1938 al 1984, ha ospitato tantissimi bimbi pontederesi dai 6 ai 12 anni, è teatro ogni anno di un evento che racconta le tradizione rurale. Ed è stata per una volta anche un’occasione di incontro, capace di riunire persone e comunità attorno ai ricordi, alle proprie origini e al valore dei luoghi.

Così questi uomini e donne che quarant'anni fa trascorsero diverse estati tra passeggiate nel bosco, giochi, pomeriggi a colorare, uscite in paese per comprare i pensieri da regalare, al ritorno, alla mamma, non possono rassegnarsi all'incuria e alla decadenza che sta toccando all'ex colonia. Da tempo hanno lanciato un appello per avviare un percorso di riqualificazione della struttura. Hanno coinvolto l'amministrazione pontederese, quella di Lajatico e quella di Santo Stefano D'Aveto, don Angelo Cuter, parroco dei Villaggi, e le forze politiche di opposizione.

E ieri hanno colto l'opportunità della transumanza per tornare a visitare il loro posto del cuore e richiamare l'attenzione sulla necessità di risistemare l'edificio.