“Il momento storico che stiamo attraversando è complesso ma la sfida è tradurre il confronto politico in obiettivi comuni e scelte concrete nell'interesse dei cittadini”. Irene Galletti, responsabile del Movimento 5 Stelle in Toscana, consigliera regionale, presidente della commissione Politiche europee e membro di quella Sviluppo economico e rurale, pisana, e con in tasca una laurea in giurisprudenza, una specializzazione in “Tutela dei diritti Umani, gestione conflitti, diritto e cooperazione internazionali” alla Scuola Superiore Sant'Anna e un master un europrogettazione, traccia un primo bilancio di questi mesi di attività tra le fila della maggioranza. Tra impegni portati avanti, risultati ottenuti e attenzione ai bisogni e alle necessità della gente. Dalla salute all'ambiente, dal nuovo reddito di inserimento lavorativo agli strumenti europei da trasformare in risorsa.
Quale sono le sue impressioni a pochi mesi dal suo insediamento in Regione?
Il periodo è carico di preoccupazioni e questo rappresenta già da solo un primo elemento di difficoltà. La maggioranza che sostiene questo percorso, poi, è composta da sensibilità politiche differenti, dal Casa Riformista ad AVS, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, e trovare una sintesi condivisa non è sempre immediato. Considero tuttavia questa pluralità un elemento di ricchezza democratica, anche considerando che quando la complessità è maggiore si impongono un confronto più serrato, tanto metodo e più responsabilità. La sfida è tradurre il confronto politico in obiettivi comuni e scelte concrete nell’interesse dei cittadini toscani.
Come presidente della commissione Politiche europee e relazioni internazionali, nelle ultime settimane si è concentrata molto sugli Europe Direct, possono essere uno strumento fondamentale?
Sì, certo: gli Europe Direct (che ad oggi sono tre e si trovano a Firenze, Siena e Lucca) possono diventare un presidio strategico per rendere l’Unione europea accessibile e comprensibile ai toscani, non solo sul piano informativo ma anche in termini concreti di opportunità e finanziamenti, funzionando come veri punti di connessione tra Bruxelles e i territori. Per il Movimento 5 Stelle lavorare per i cittadini significa da sempre ridurre le distanze tra le istituzioni e i centri dell’agire politico: l’Europa oggi appare più lontana che mai, ma se costruiamo strumenti efficaci possiamo trasformarla in una risorsa reale per famiglie, imprese e amministrazioni.
Nel bilancio preventivo presentato dalla Regione Toscana sono stati stanziati 23 milioni di euro destinati al nuovo reddito di inserimento lavorativo, uno dei 23 punti sottoscritti dal presidente Eugenio Giani insieme al M5S nell’accordo di legislatura. Che ne dice?
Come ci hanno mostrato la scorsa settimana i dati Irpet, oggi la tenuta dell’economia regionale è sostenuta in larga parte dalla domanda interna. In questo contesto, il reddito di inserimento lavorativo, introdotto proprio grazie al nostro contributo, rappresenta non solo uno strumento di inclusione per chi è in condizioni di marginalità, ma anche un sostegno indiretto ai consumi. Come Movimento 5 Stelle abbiamo lavorato anche perché fosse inserito il principio del salario minimo nei bandi regionali, vincolando le risorse pubbliche a criteri di dignità retributiva. Ma senza una legge del Governo nazionale che fissi un salario minimo per tutti, continueremo ad avere lavoratori poveri, ovvero persone che lavorano ogni giorno e non riescono comunque ad arrivare a fine mese.
Tra le vostre priorità anche la sanità pubblica...
Il sistema sanitario regionale sta affrontando criticità evidenti, a partire dalle liste di attesa e da difficoltà organizzative che incidono sulla qualità dei servizi. Dai banchi dell’opposizione abbiamo sempre espresso riserve sulla riforma che ha accentrato la governance, ritenendo necessari maggiore radicamento territoriale e trasparenza. Oggi, da quelli della maggioranza, proponiamo un’analisi organica della legge regionale 40 per valutarne efficacia, economicità ed efficienza alla luce delle nuove sfide, tra cui le Case di Comunità. Al centro deve tornare il personale sanitario: servono assunzioni stabili e meno esternalizzazioni. Senza un investimento strutturale sulle risorse umane non si superano le criticità né si tutela davvero il diritto alla salute.
E per quanto riguarda la tutela dell'ambiente: dal caso Grillaia, su cui recentemente è intervenuta all'acqua pubblica?
Le questioni ambientali sono da sempre al centro del nostro impegno politico. La transizione ecologica, la tutela del territorio e la difesa della salute pubblica richiedono competenza e visione. L’assessore David Barontini, persona seria e preparata, saprà affrontare con equilibrio e determinazione le principali criticità regionali, garantendo scelte responsabili e orientate alla sostenibilità.
E' in prima linea nel sostegno al diritto all'aborto e ha lanciato un appello alla presidente della Commissione europea. Qual è il senso dell'iniziativa My Voice My Chioce?
La tutela del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza non è una questione ideologica e riguarda la vita concreta di migliaia di donne che ancora incontrano ostacoli e disuguaglianze. In Toscana una quota significativa delle interruzioni riguarda donne e ragazze provenienti da altre regioni, dove il diritto non è pienamente garantito: è un dato che mi ha imposto una riflessione seria. Ecco perché ho scritto alla Presidente Ursula von der Leyen e ho sostenuto l’iniziativa My Voice, My Choice, perché la libertà di scelta non può dipendere dal luogo di nascita o dalle condizioni economiche. Garantire questo diritto su tutto il suolo europeo è una battaglia di civiltà: significa rendere autodeterminazione, dignità e tutela della salute realmente esigibili per tutte. Resto convinta che, pur senza nuovi strumenti legislativi, l’apertura della Commissione alla possibilità di utilizzare il bilancio comunitario per sostenere l’accesso all’aborto sicuro rappresenti un passo importante verso una tutela più uniforme.
Lei è la responsabile del Movimento in Toscana. Alle prossime amministrative, da Prato, a Viareggio a Cascina ai piccoli Comuni confermerete la vostra adesione alla coalizione di centrosinistra o ci saranno dei distinguo?
In vista delle prossime elezioni amministrative stiamo conducendo un lavoro puntuale, Comune per Comune, per verificare con attenzione dove sussistano le condizioni politiche e programmatiche per costruire coalizioni solide, composte da soggetti credibili e sostenute da un programma concretamente attuabile nell’interesse dei cittadini, e dove, invece, tali presupposti non risultino maturi. Il confronto può svilupparsi esclusivamente con forze politiche che condividano un medesimo impianto valoriale e una comune visione dell’azione pubblica. In tal senso, intendiamo ribadire con nettezza la nostra distanza, politica e culturale, da figure e orientamenti riconducibili a Vannacci, Meloni e, più in generale, a quelle posizioni che si collocano in un orizzonte incompatibile con i principi che ispirano la nostra azione.