Attualità

Legambiente, "rifiuti zero è una scelta possibile"

Il Direttivo prende posizione sul tema, contro il business delle discariche e degli inceneritori

“L'opzione Rifiuti Zero non è una soluzione, ma uno stato dell'anima”. Contro questa affermazione che secondo Legambiente Valdera riassume la summa del pensiero di Renzo Macelloni, e soprattutto contro il business delle discariche e degli inceneritori, si scaglia il Direttivo

"In effetti per il ”sistema Peccioli - Belvedere", fondato su percentuali ridicole di raccolta differenziata, sentir parlare di riciclo, riduzione dei rifiuti, recupero, abbattimento dell’usa e getta e modello Capannori per arrivare ai “rifiuti Zero”- hanno scritto in una nota - deve avere il senso di un’eresia. Ed ecco che, non appena capita l’occasione del rinnovo del Cda di Retiambiente, Macelloni coglie la palla al balzo e non perde l’occasione per tornare a proporre a Retiambiente di prendere in carico il costoso marchingegno che produce le perline vetrose, cioè l’ossicombustore, già respinto al mittente nell’ultima assemblea della holding pubblica di gestione dei rifiuti. Si, perché Novatosc sarà anche una società innovativa, appetibile e all’avanguardia, con un progetto geniale e richiestissimo di un nuovo ossicombustore, però tutto da sperimentare, ma ci sembra di capire che non ci sia esattamente la fila fuori della porta di Novatosc per andare a investire nella rivoluzionaria macchina. E, se non ci mettono i soldi pubblici i cento comuni di Retiambiente, quell’ossicombustore probabilmente non vedrà mai la luce (come del resto è già avvenuto per il dissociatore molecolare). Ed allora, le considerazioni del tipo che il ciclo dei rifiuti non si chiuderà e le bollette saliranno"

Da Legamabiente invece hanno un'opinione completamente diversa. "Noi crediamo invece - hanno aggiunto - che andare verso "rifiuti Zero" non sia uno stato d’animo, ma una scelta possibile, inevitabile e perseguibile in tempi neanche tanto lontani. Pensiamo anche, e su questo siamo in linea con l’Europa, che le discariche e gli inceneritori siano solo l’ultima delle opzioni possibili e che il loro utilizzo, per chiudere il ciclo dei rifiuti, si debba valutare solo come l’eventuale opzione marginale, per quella frazione minima residua, dopo una raccolta differenziata ben fatta e spinta. Siamo contrari e denunciamo anche l'ipotesi che viene fatta di avviare ad incenerimento la frazione di plastica proveniente dalla  differenziata che non viene assorbita dal mercato. E' un imbroglio, si usa una incapacità degli imprenditori semplicemente per riaprire gli inceneritori, magari con deroghe sul loro funzionamento".