Manca meno di un mese al referendum costituzionale per la riforma della giustizia. E, anche in Valdera, il fronte del sì e quello del no si sono ormai organizzati per dar vita a una serie di appuntamenti che puntano ad avverare o bloccare la legge voluta dal Governo per la separazione delle carriere.
Il comitato per il sì, nei giorni scorsi, ha fatto tappa a Terricciola, dove nella saletta "Rosetta Ciompi" ha tenuto un incontro per un approfondimento sul tema. "Il nostro impegno - hanno spiegato dal Comitato Sì Riforma - è portare nei comuni della provincia una corretta informazione sui quesiti referendari, affrontando nel merito una riforma di natura tecnica ma dalle ricadute concrete sulla vita istituzionale del Paese. L’obiettivo è duplice: informare e costruire una rete di cittadini consapevoli, capaci a loro volta di spiegare contenuti e finalità della riforma. Solo attraverso una partecipazione diffusa e informata è possibile rafforzare la qualità democratica del confronto pubblico".
"Il calendario degli appuntamenti proseguirà nei prossimi giorni con un incontro insieme ai giovani di Fratelli d’Italia e, la prossima settimana, con una nuova iniziativa a Capannoli - hanno concluso - la campagna continuerà anche nei mercati, nei rioni e nelle piazze, per garantire una presenza costante e un dialogo diretto con la comunità".
Contestualmente, si è costituito a Pontedera il comitato per il no, a seguito di un'assemblea al circolo Arci il Romito. All'organizzazione hanno aderito Anpi, Arci, Cgil, Acli e Coordinamento Democrazia Costituzionale, oltre ai partiti come il Partito Democratico, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana Avs.
"È evidente, come questo referendum sia complesso e pieno di tecnicismi - hanno spiegato l'avvocato Alberto Tardini, presidente di Anpi, e Marco Comparini, presidente della Cgil pisana - il quesito risulta essere anche di difficile comprensione, il poco tempo a disposizione che è stato dato ai cittadini per informarsi su una riforma di così forte portata non aiuta la democrazia. Tocca a noi spiegare nel modo più semplice possibile l'importanza di recarsi alle urne per contrastare questa riforma, che non accelera i processi, non migliora la giustizia e non tutela i cittadini".