Attualità

Ok dai 18 Comuni al Piano integrato di salute

Il documento della Società della Salute guarda al 2026, anno cruciale per i progetti del Pnrr: "Un modo per rispondere anche ai problemi sociali"

È stato approvato all'unanimità da tutti i 28 Comuni della Società della Salute Alta Valdicecina Valdera il nuovo Piano integrato di salute, il documento che, a partire dall’analisi dei bisogni della popolazione, individua gli obiettivi di salute e benessere e definisce le principali azioni per ridurre le disparità nell’assistenza e per promuovere l’inclusione.

A dare il proprio ok, oltre all'Azienda Usl Toscana nord ovest, sono stati i Comuni soci del consorzio, ovvero Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme-Lari, Chianni, Lajatico, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte, Terricciola, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e Volterra.

Il piano è stato adottato al termine di un percorso partecipato, realizzato tra Novembre 2025 e Gennaio 2026, che ha coinvolto istituzioni, professionisti, associazioni e rappresentanti della comunità, con l’obiettivo di costruire risposte sempre più coordinate e vicine ai cittadini.

"Il Piano permette di condividere priorità, risorse e visione con gli enti del territorio dell’Alta Val di Cecina e della Valdera - ha sottolineato Michela Profeti, direttrice del consorzio - costruendo risposte integrate tra Ausl Toscana nord ovest, Comuni soci e realtà del territorio. In questo modo programmiamo azioni in grado di rispondere non solo alla malattia, ma anche ai determinanti sociali della salute, come solitudine, difficoltà abitative o povertà, in coerenza con il piano sociale e sanitario regionale".

Il 2026, del resto, è l'anno che segna la conclusione e la rendicontazione dei progetti avviati con il Pnrr, in particolare in ambito salute, inclusione e coesione ed è in corso la riforma della sanità territoriale, che pone al centro del sistema le Case della Comunità come punto di riferimento unitario per l’accesso ai servizi sanitari, sociali e sociosanitari. 

Per quanto riguarda l’inclusione sociale proseguono invece gli interventi di prossimità per anziani fragili e famiglie vulnerabili, i percorsi di inserimento socio-lavorativo per persone con disabilità e le azioni contro la marginalità estrema, come i progetti Stazione di Posta e Housing First