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Interviste lunedì 12 gennaio 2015 ore 06:00

Gatti Mézzi: "Il nuovo disco è tutto in inglese"

Qui News Valdera ha incontrato Tommaso Novi e Francesco Bottai prima del concerto al Museo Piaggio. L'incontro nel 1997 e quello con Roan Johnson

PONTEDERA — Incontriamo i Gatti Mézzi, Tommaso Novi 35 anni e Francesco Bottai 37, a due ore dal concerto di venerdì 9 gennaio (tutto esaurito, ndr) al Museo Piaggio. Nell'auditorium sono solo loro e il tecnico, stanno facendo il soundcheck: “Ciao, piacere Tommaso”, “Piacere Francesco” si presentano. Finita la prova domandiamo: “Succede mai che al ritorno dopo il soundcheck le regolazioni siano state cambiate per scherzo da qualcuno?” risponde Francesco Bottai: “Mai? Sempre, anche senza che qualcuno ci metta le mani. Ogni volta si finisce la prova e sembra tutto a posto, poi quando sta per iniziare il concerto tutto è diverso”.

Prima dell'intervista chiediamo ai due Gatti di fare delle foto nel museo della Vespa: “Ganzo!” risponde Francesco, “Bellissimo! Andiamo!” dice Tommaso Novi, amante dei mezzi a due ruote a cui pochi mesi fa hanno rubato la moto (“Non l'ho ritrovata” dice sconsolato mentre guarda un prototipo di Vespa da guerra).

Qualche anticipazione sul nuovo disco in uscita nel 2015?

Tommaso: “Certo, te lo suoniamo tutto adesso, qui. A parte gli scherzi sarà un disco tutto in inglese. Si può scrivere?”

Francesco: “Seriamente, se per Vestiti leggeri ci eravamo appunto vestiti leggeri, nel senso che ci spogliavamo in parte del vernacolo pisano e toscano con pezzi in italiano, in questo nuovo disco ci siamo gnudati. E' tutto in italiano”

E' una scelta quella di abbandonare il vernacolo?

Francesco: “E' nato così, i testi sono venuti in italiano e non aveva senso tradurli in vernacolo. Era qualcosa rimasto sotto le ceneri”

Come vi siete conosciuti?

Tommaso: “Io e Checco? (i due Gatti si chiamano Checco e Tommy tra loro, sempre, ndr) Ho ritrovato da poco una foto del '97, siamo insieme sul palco di Macchianera. Penso sia il nostro primo contatto reale, magari prima ci conoscevamo di vista. Poi nel 2005 abbiamo iniziato a suonare insieme”

Avete fatto la colonna sonora del nuovo film di Roan Johnson...

Tommaso: “Anche lui lo abbiamo conosciuto al Macchianera, almeno io. Gran posto, c'era un bel fermento di creatività. L'esperienza della colonna sonora è stata molto bella, Roan ci ha fatto lavorare su delle scene. Abbiamo scritto due pezzi nuovi più Morirò d'incidente stradale”

Francesco: “Io Roan l'ho conosciuto alle scuole superiori Tommy. Avevamo le scuole vicine. L'esperienza della colonna sonora del film è stata interessante abbiamo fatto delle variazioni alle tre canzoni usate nel film”

A proposito di Morirò di incidente stradale com'è nata quella canzone?

Tommaso: “E' nata dalla sofferenza. Da esperienze personali che ho mescolato e cercato di esorcizzare. Viene dalla paura di soffrire nella malattia, da cose che ho visto e vissuto. Invece morendo in un incidente si soffre meno, un colpo e via. E' una sorta di speranza”

E la scuola di fischio come va?

Tommaso: “Molto bene, ho aperto questo corso alla scuola di musica Bonamici di Pisa e ci sono diversi studenti. Ci si potrebbe arrischiare a dire che è un'esperienza unica in Italia. Ho cercato ma non ho trovato niente di simile”

Lasciamo i Gatti Mézzi al tavolo del ristorante, prima del concerto, mentre stanno scrivendo la scaletta delle canzoni che suoneranno, l'ultima domanda: ma una Vespa ce l'avete mai avuta?

Francesco: “Sì, io avevo una Vespa 50 special”

Tommaso: “Il mì babbo aveva una 125 blu”

René Pierotti
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Gatti Mézzi - Morirò d'incidente stradale
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