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domenica 25 febbraio 2018

Attualità giovedì 09 marzo 2017 ore 11:23

Due delegate Fiom "richiamate" dalla Cgil

Appartengono alla corrente minoritaria "Il sindacato è un'altra cosa". Per loro avvisi di procedimenti disciplinari per parole espresse in assemblea



PONTEDERA — "Come può la Cgil scioperare sulla condizione delle donne e contemporaneamente mettere sotto processo due delegate metalmeccaniche su quattro nelle maggiori fabbriche della provincia?". Se lo chiedono da Il sindacato è un'altra storia, la corrente minoritaria interna a Cgil presente con un gruppo di delegati nelle due più grandi fabbriche della provincia, Piaggio e Continental. Proprio fra questi, Adriana Tecce e Giada Garzella, due delle quattro donne delegate (le sole appartenenti alla Fiom in queste due fabbriche), nei giorni scorsi hanno ricevuto degli avvisi di procedimenti disciplinari in corso nella Cgil: "Il segretario provinciale Comparini e quello regionale Braccini - spiegano in una nota da Il sindacato è un'altra storia - le hanno denunciate per offese nei loro confronti nel corso di assemblee alla Piaggio e alla Continental. Con loro è stato anche denunciato un lavoratore Piaggio iscritto alla Fiom".

"Colpevoli, in sostanza, solo di non essere d'accordo con i segretari Comparini e Braccini e di averlo manifestato insieme a tanti altri lavoratori", accusano dalla corrente di minoranza.

"Non c'è bisogno di ricordare quanti sacrifici in più siano richiesti a una donna per svolgere questa attività - aggiungono -. Anche per questo si potrebbe pensare che gli organi dirigenti della Fiom abbiano il massimo interesse al riconoscimento del loro lavoro, ma non è` precisamente così. Il fatto è che queste delegate stanno dalla parte dei lavoratori, sempre. Anche quando nelle assemblee vengono contestati i dirigenti sindacali, quando i lavoratori rivendicano il diritto di decidere sulle proprie vertenze, quando dicono No al Contratto Nazionale, come hanno fatto in grande maggioranza sia alla Piaggio che alla Continental. Sarebbe bene, forse - concludono -, che certi dirigenti si rendessero conto meglio del significato delle loro azioni".



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