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lunedì 28 maggio 2018

Lavoro mercoledì 20 dicembre 2017 ore 16:17

"La lotta per dare un futuro alla Tmm continua"

Fallita la trattativa per la vendita dell'azienda, il segretario regionale Fiom Cgil rinnova il proprio impegno per gli operai in presidio a oltranza



PONTEDERA — La decisione presa dagli operai Tmm di proseguire a oltranza il presidio di fronte ai cancelli chiusi della fabbrica di viale Africa è sostenuta con forza dal segretario generale di Fiom Toscana, Massimo Braccini, che ancora si dice impegnato nella ricerca di un acquirente credibile, disposto a rilevare e a rilanciare l'azienda di marmitte.

"Dal mese di agosto - scirve Braccini - va avanti il presidio permanente 24 ore su 24 dei lavoratori Tmm di Pontedera. Hanno passato l’estate, l’autunno e sono arrivati alle festività più motivati e determinati di prima nonostante la fabbrica sia chiusa e siano stati tutti licenziati.

I lavoratori Tmm hanno sempre saputo rilanciare iniziative su iniziative in questi lunghi mesi ed hanno avuto la capacità di far vivere a tutto il territorio la vertenza, mettendo in evidenza cosa significa il dramma della chiusura di una fabbrica non solo per le 85 famiglie lasciate a spasso, ma anche per il territorio e la stessa democrazia.

Questa lotta segna un alto esempio di coesione e moralità e nello stesso tempo mette in risalto più che mai che la fabbrica é anche un luogo sociale. Alla gravità della chiusura dell’impresa senza preavvertimento, cosa che segna il degrado dei cardini democratici e della civiltà delle relazioni, i lavoratori Tmm hanno reagito con la democrazia, portando avanti una lotta a testa alta, con tenacia ed Onore e soprattutto senza farsi influenzare da nessuno.

Noi proseguiremo a batterci al loro fianco fino in fondo, saremo presenti durante tutto il periodo delle festività al presidio e continueremo a percorrere ogni strada volta a costruire una nuova condizione lavorativa e di tutela dell’importante patrimonio professionale dei lavoratori, cercando ulteriormente nuovi soggetti interessati a risollevare le sorti di questa importante industria dell’indotto delle due ruote, in un rapporto che deve di nuovo coinvolgere la Regione Toscana, ma anche la stessa Piaggio".



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