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giovedì 08 dicembre 2016

Politica giovedì 25 febbraio 2016 ore 10:22

Tuttopontedera saluta Enrico Rossi

La sua candidatura alla guida del Pd rinforza le glorie politiche della città, da Gronchi in giù

. — I cittadini di Pontedera possono o forse 'debbono' salutare positivamente la candidatura di Enrico Rossi alla guida dell'attuale maggior partito italiano al di là di come la pensano in politica? Secondo noi si, naturalmente senza per questo tacciare di traditore della patria, che in tempi di guerra significherebbe la fucilazione anche di schiena, chi non la pensa come noi. 

Enrico Rossi è stato sindaco e politicamente è stato uno degli artefici dell'incontro, qui nato anche con un po' d'anticipo rispetto al quadro nazionale, fra i socialcomunisti (come si diceva un tempo) e i cattolici progressisti della Dc, dopo decenni di muro contro muro. Incontro da cui è nato il Pd che ora con Matteo Renzi vive un altro scontro politico, stavolta interno, fra l'ala sinistra erede soprattutto del Pci e quella piò meno erede del pensiero più vicino alla vecchia Dc. 

Rossi è più 'portato' verso la prima posizione ma si propone anche come ponte (la storica funzione di Pontedera che ha un ponte nel nome...) verso Renzi. Vedremo cosa succederà sapendo che la politica vive di giorno in giorno e nessuno può sapere cosa succederà domani o dopodomani. Ma questa analisi non riguarda e non inficia il tema di fondo per cui è nata questa rubrica che si chiama Tuttopontedera e che abbiamo aperto con la chiara e trasparente dichiarazione di amore per questa città. Per la città attuale, per la sua storia e anche per i suoi cittadini illustri. 

Nel campo politico, Enrico Rossi è già da tempo il più illustre degli ultimi vent'anni, ma scendendo di un secolo fino ad arrivare al periodo fascista, di politici illustri Pontedera ne vanta cosi tanti e importanti in relazione alla sua anagrafe da poter essere tranquillamente dichiarata una capitale d'Italia della politica. Erano pontederesi il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il ministro dei lavori pubblici Giuseppe Togni, i parlamentari Ferretti (personaggio di primissimo piano politico, culturale e giornalistico nel primo decennio del fascismo e molto attaccato alla sua città, di cui è stato sicuramente un benemerito) Nencioni, Lami Starnuti, Ceccherini. Poi Giacomo Maccheroni e ora il consigliere regionale ed ex presidente della provincia, Andrea Pieroni, mentre altri pontederesi sono stati sindaci a o presidenti di provincia anche in città importanti d'Italia.

E una vota fra i banchi della Camera ci fu una accesa discussione politica fra Nencioni e Ceccherini (se la memoria non ci inganna) che il presidente Merzagora cercò di attenuare, sentendosi però rispondere da Gastone Nencioni "non si preoccupi, discutiamo fra pontederesi". 

Ora l'uomo di punta è Enrico Rossi e per noi è una bella notizia la sua candidatura nazionale, al di là di come la pensiamo o non pensiamo sui dissidi interni del Pd e sulle visioni politico-partitiche più generali. Siamo troppo campanilisti? Può darsi, ma noi siamo così. E chi non è d'accordo, se vuole, può dircelo.

Per scrivermi: m.mannucci@yahoo.it

Mario Mannucci
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