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sabato 03 dicembre 2016

Attualità martedì 15 marzo 2016 ore 20:00

"Uno strappo avventato e fuori dal tempo"

Corrado Guidi

Il presidente dell'Unione Guidi conferma la ricezione della Pec con la richiesta dei quattro Comuni di uscire dall'Ente:"Saltano da un treno in corsa"

PONTEDERA — "Credo che lo strappo, confermato ed ufficializzato formalmente nella giornata di ieri, per un verso sia avventato e per l'altro fuori dal tempo". Conferma così il presidente dell'Unione Valdera Corrado Guidi, e commenta senza usare troppi mezzi termini, la ricezione della Pec con la richiesta dei quattro Comuni (Chianni, Lajatico, Terricciola e Peccioli) di uscire dall'Ente.

Avventata e fuori dal tempo, quindi. La scelta dei quattro secessionisti non poteva certo incontrare il favore del sindaco di Bientina che in una nota stampa ripercorre i passi compiuti negli ultimi anni e nei mesi recenti dall'Unione, sostenendo che già dopo la sua elezione a presidente lui stesso aveva raccolto "gran parte delle problematiche organizzative e amministrative tipiche di una discussione matura delineando proposte e soluzioni che accogliessero gli spunti di criticità rilevati ma al contempo rinnovassero la straordinaria ricchezza e potenzialità di un governo politico ed istituzionale unito della Valdera".

Ora però il quadro politico sembra aver preso indirizzi diversi e molto decisi. E allora Guidi si rivolge a chi resta: "Da Presidente dell'Unione posso tuttavia affermare che quella discussione sulla riorganizzazione, sull'efficacia e sull'efficienza della sua azione di governo continuerà con i comuni che hanno la visione per rimanere al tavolo e non sottrarsi alla congiunta elaborazione di soluzioni: senza diktat da parte di nessuno ma con la dignità che fino ad oggi ha avuto ciascun territorio e ciascun Sindaco che ne rappresenta, per definizione, gli interessi".

Ampia disponibilità a discutere sì, ma con un fermo paletto: "come tutte le discussioni essa deve condurre a una sintesi e in una discussione, dobbiamo essere tutti disponibili a perdere qualcosa". Ampia disponibilità a discutere da parte di Guidi anche sui costi, ma legandoli all'efficienza dei servizi.

Il presidente non manca poi di bacchettare il collega sindaco di Peccioli, in particolare sul passo indietro che lui e gli altri tre hanno fatto sul Piano strutturale d'area. "Se da Peccioli occorrono ancora 45 minuti per raggiungere Pontedera questo è dovuto, secondo me, a due fattori: uno la distanza fisica che non si accorcia, l'altro è non aver fatto le scelte opportune nonostante in quei tempi i Comuni e gli Enti Locali avessero più facilità di oggi di fare lavori pubblici, indebitarsi e i loro rappresentanti erano ideologicamente più legati di oggi. Io negli anni settanta frequentavo la scuola dell'obbligo e negli anni ottanta il liceo, mentre qualcun altro, come Macelloni, era già un politico affermato e Sindaco per quasi venti anni di un Comune importante come Peccioli. Ho sempre apprezzato le capacità gestionali e il coraggio politico che ebbe nel fare la scelta di ospitare sul suo territorio una discarica, ma proprio per questo, o meglio anche per questo, dovrebbe domandarsi più di me del perché occorrono ancora 45 minuti per andare da Peccioli a Pontedera, o forse la forza di quei territori è anche questa: dare ai loro cittadini un senso di pace e di quiete lontano dai rumori e dalla frenesia della città e gli investimenti necessari forse in una visione strategica di insieme oggi non sono così fondamentali per la vita di quei territori che hanno indirizzato su altre strade il loro sviluppo, con risultati di eccellenza e con una visibilità internazionale".

Certa è quindi la convinzione di Guidi che l'Unione Valdera abbia ancora un ruolo importante e strategico. Meno certa è la strada che il presidente conosce per giungere a Peccioli dato che, va detto per giustezza di cronaca, con Google Maps a portata di click si vede che la cittadina dell'Alta Valdera dista da Pontedera 16,8 chilometri che in minuti fanno 22 e non 45.

Precisazione a parte, il presidente dell'Unione chiude la sua riflessione guardando avanti: "Chi ha scelto di uscire adesso salta, sotto la propria responsabilità, da un treno in corsa; la maggioranza dei sindaci che hanno deciso di portare avanti il percorso avrà dinnanzi la grande sfida di farlo diventare un treno ad alta velocità: se, come credo, la discussione non confonderà i mezzi con i fini, e dunque le soluzioni inerenti ai costi, all'efficienza ed alla logistica, dall'obiettivo fondamentale che è la destinazione, potremmo dire di aver guardato alla luna piuttosto che al dito che la indica".

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