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sabato 23 luglio 2016

Attualità venerdì 19 febbraio 2016 ore 15:25

Cattivi odori, i cittadini hanno ragione

Foto di: Arpat

Arpat, dopo la segnalazione dei residenti, ha esaminato l'impianto di gestione rifiuti della Delca Energy. Bloccato un processo in attesa di modifiche

VICOPISANO — "Dai sopralluoghi è emerso che la sorgente dello sviluppo di cattivi odori era imputabile alla sezione di triturazione e, in parte, anche allo stoccaggio del materiale triturato, non dotati di captazione ed idoneo impianto di abbattimento delle relative emissioni. Il rifiuto utilizzato viene infatti ottenuto da una selezione, senza rimozione dei residui presenti nei contenitori. La Ditta presenterà, a breve, un progetto di rinnovamento dell'intera lavorazione, che includa l'installazione di un nuovo trituratore e di 4 linee di selezione automatica della plastica alimentata, per colore e per tipologia di plastica. In tale progetto è prevista anche la realizzazione di un nuovo impianto di aspirazione dell'aria proveniente dalle sezioni dove possono svilupparsi maleodoranze (trituratore, ecc.) e dell'intero capannone in generaledi un idoneo impianto di abbattimento. Sino ad allora la Ditta si è impegnata ad accettare solamente rifiuti plastici senza - per quanto possibile - residui organici."

Il Dipartimento Arpat di Pisa ha effettuato nei giorni scorsi tre sopralluoghi presso l'impianto gestito dalla Delca Energy Srl, a Vicopisano in località Lugnano, a seguito di numerosi esposti di residenti nei Comuni di Vicopisano e Cascina che lamentavano cattivi odori persistenti da alcune settimane e provenienti presumibilmente da rifiuti.

La Delca Energy, subentrata nella conduzione alla Delca Spa, gestisce un impianto di stoccaggio rifiuti, soggetto ad Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia di Pisa. L'area destinata alla gestione dei rifiuti è costituita da una sezione con tettoia metallica e da un capannone. All'interno di tali aree sono stoccati i rifiuti pericolosi (RP) e non pericolosi (RNP), divisi per tipologia.

Le traversine ferroviarie (RP), destinate ad essere smaltite presso impianti di triturazione situati fuori dei confini nazionali, sono stoccate sotto tettoia metallica, distanti dall'altra tipologia di rifiuti (RNP), costituita invece da presse in plastica da raccolta differenziata urbana (codice CER 191204), provenienti dalla prima selezione effettuata presso la piattaforma Revet di Pontedera (PI) e, sporadicamente, da altre zone situate fuori Regione Toscana.

All'interno di un capannone viene effettuata una lavorazione che prevede:
utilizzo di un impianto di vagliatura a tamburo rotanteselezione manuale, per eliminare il PVCdeferrizzazione per eliminare i residui ferrosiimpianto di triturazione, per ottenere il combustibile solido secondario (CSS)Rotovaglio e zona caricamento trituratoreNel corso del sopralluogo, il personale ARPAT ha constatato che nella fase 4 del processo possono svilupparsi odori per la possibile presenza di contaminanti organici più o meno volatili nel materiale sottoposto a tale trattamento.
Il rifiuto finale è conferito a cementifici che effettuano un recupero ai fini energetici del CSS ottenuto presso l’impianto Delca Energy Srl. L'utilizzo di plastica triturata evita l'impiego di carbon coke come combustibile per la produzione di cemento. L'eliminazione del PVC è una condizione essenziale, per evitare la formazione di microinquinanti organici clorurati (diossine) nei cementifici finali.

Dell'attività di ARPAT è stata immediatamente informata la Regione Toscana (a cui sono state recentemente trasferite le competenze del provvedimento amministrativo di autorizzazione) per gli eventuali adempimenti di competenza.
Testo a cura di Andrea Villani e Antonio Benelli

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