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"Tempi di vita e dignità non sono in vendita"

Flai Cgil sugli orari di lavoro alla Biancoforno dopo la sentenza della Corte d'Appello: "L'azienda invece di fare autocritica punta il dito"

"Il 20 Ottobre la Corte d’Appello ha restituito dignità a un lavoratore e ha messo un punto fermo su una realtà inaccettabile: quella di essere costretti, per anni, a vivere con lo stipendio in tasca e il telefono in mano, in attesa di sapere, all'ultimo momento, l'orario di entrata del giorno successivo, senza conoscere, però, quello di uscita". Così la Flai Cgil Pisa ripercorre la questione che riguarda un ex lavoratore e che ha scatenato la disputa sugli orari dei lavoratori della Biancoforno, che sbarcherà sino alla Corte di Cassazione per decisione della stessa azienda di Fornacette.

L'azienda, infatti, sta predisponendo il ricorso al terzo grado di giudizio contro la sentenza con cui la Corte d'Appello di Firenze, che ha confermato la decisione dei giudici del Tribunale del lavoro di Pisa. "L'azienda ha dimostrato una linea incoerente - hanno affermato dalla Cgil - prima negava la realtà dei fatti, poi ha iniziato a sostenere che le proprie esigenze produttive potessero giustificare qualsiasi modalità organizzativa e lavorativa, come se il bisogno di fare profitto potesse cancellare le leggi, il codice civile e la dignità di chi lavora. Oggi Biancoforno, di fronte alla sentenza, sostiene che i giudici non abbiano compreso le sue necessità. Rileviamo con rammarico come, anziché cogliere l'occasione per una seria autocritica, il vertice aziendale preferisca annunciare il ricorso in Cassazione e puntare il dito contro la Flai Cgil". 

Dalla Flai Cgil passano poi all'altro nodo del confronto che ha caratterizzato le ultime settima. "Non possiamo poi tacere - hanno aggiunto - sull'accordo sottoscritto dall'azienda con un'altra organizzazione sindacale. Un'intesa finalizzata per essere esibita nelle aule di tribunale contro i lavoratori che rivendicavano il giusto riconoscimento del tempo tuta. Riteniamo pertanto quell'accordo del tutto illegittimo, in quanto rivolto a eliminare diritti individuali dovuti. La Cgil si limita a svolgere la mansione per cui è nata 130 anni fa: fare sindacato. E fare sindacato significa difendere la dignità del lavoro, far rispettare le regole ed evitare che il tempo delle persone venga trattato come una merce a disposizione del miglior offerente".

E sulle cause in corso, "precisiamo che l'azienda dovrà rapportarsi esclusivamente con i legali incaricati. Confermiamo la nostra disponibilità a valutare e prendere in esame qualsiasi proposta formale di accordo che l'azienda vorrà inviarci, a patto che le bozze trasmesse tengano conto di quanto già formalizzato e inviato da parte nostra", hanno concluso.