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Attualità Mercoledì 21 Ottobre 2026 ore 10:00

Biancoforno, ricorso in Cassazione sulla disputa sugli orari

L'azienda ha annunciato di volersi rivolgere ai giudici dopo la Corte d'Appello: "Cgil continua in uno scontro che rischia di compromettere l'impresa"



CALCINAIA — La disputa sugli orari dei lavoratori della Biancoforno arriva sino alla Corte di Cassazione. Lo ha deciso la stessa azienda di Fornacette, che con i propri legali sta predisponendo il ricorso al terzo grado di giudizio contro la sentenza con cui la Corte d'Appello di Firenze ha confermato la decisione dei giudici del Tribunale del lavoro di Pisa.

Nello specifico, la questione riguarda un ex lavoratore, assistito dalla Flai Cgil, che ha contestato nei confronti dell'azienda una gestione degli orari lesiva dei suoi diritti, con turni che sarebbero stati comunicati soltanto di giorno in giorno, anche tramite semplice Sms. 

Per Biancoforno, però, la sentenza della Corte d'Appello manca di considerare alcune questioni che riguardano l'organizzazione dell'azienda stessa. "Non siamo riusciti a far comprendere fino in fondo le necessità produttive e organizzative che consentono alla nostra azienda di operare - hanno spiegato dalla direzione - abbiamo rappresentato vincoli concreti e imprescindibili: gli ordini dei clienti, i tempi delle lavorazioni e le scadenze delle consegne determinano un’organizzazione dalla quale dipende il funzionamento stesso della produzione".

"Riteniamo che la decisione non abbia riconosciuto il peso determinante di queste esigenze, valutando come una scelta ciò che, per la nostra realtà produttiva, costituisce una necessità - hanno aggiunto - è questa distanza tra la realtà dell’azienda e la valutazione espressa nella sentenza a motivare il nostro profondo dissenso. Ne contesteremo i presupposti giuridici in Cassazione".

Non manca, quindi, l'affondo nei confronti della Cgil. "Riteniamo altrettanto incomprensibile che il sindacato continui ad alimentare uno scontro permanente che rischia di compromettere la continuità stessa dell’impresa - hanno concluso - Biancoforno occupa quasi 200 dipendenti diretti, con stipendi nell’ordine di 1.800 euro netti mensili, e vi operano inoltre circa 30 addetti di imprese esterne. Considerando l’indotto, questa realtà sostiene complessivamente circa 350 posti di lavoro. Chi parla di sfruttamento deve confrontarsi anche con questi numeri, con le buste paga e con le concrete condizioni di lavoro. Mettere a rischio questo patrimonio produttivo e occupazionale avrebbe conseguenze concrete per centinaia di famiglie e per tutto il territorio. Chiediamo alla Cgil di misurarsi con questa responsabilità e di aprire un confronto sulle condizioni necessarie a garantire il futuro dell’azienda e di chi vi lavora".


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