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Barontini, "Risolvere il problema rifiuti senza vincolare il futuro"

Il rinvio del voto in Giunta riaccende la polemica: "Nessuna contrapposizione personale, ma dobbiamo capire se è la scelta giusta per la Toscana"

L'assessore regionale all'Ambiente David Barontini

"Non abbiamo mai negato che la Toscana debba affrontare il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti. Il punto è capire se questa sia la soluzione più coerente con il modello che vogliamo costruire nei prossimi decenni". Con queste parole David Barontini, assessore regionale all'Ambiente ed esponente del Movimento 5 Stelle, è tornato sul tema dell'ossicombustore, che proprio oggi, martedì 1° Settembre, ha vissuto il suo ennesimo capitolo.

Dopo il rinvio sul voto di compatibilità ambientale in Giunta regionale, deciso dal presidente Eugenio Giani e su cui il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni ha chiesto di far presto, Barontini ha spiegato i motivi della contrarietà del M5s al progetto. "Non risulta operativo, nel trattamento dei rifiuti urbani residui, un impianto con caratteristiche e capacità industriali direttamente comparabili a quelle previste per Peccioli - ha specificato - questo non significa sostenere che la tecnologia non possa funzionare, ma ricordare che quando si parla di un investimento di questa portata il principio di prudenza deve accompagnare le scelte politiche".

Per questo, un mese fa, l'assessore regionale ha annunciato un tavolo istituzionale sull'economia circolare, che coinvolgerà, tra gli altri, le Ato toscane, Arpat, Università, gestori del servizio e Comuni. "Non è un tavolo per rinviare le decisioni - ha chiarito - ma per costruirle su basi più solide. Dato che ci sono evidenti margini di miglioramento, dobbiamo capire come attuare tutte quelle scelte necessarie per la riduzione dei rifiuti, per la tariffazione puntuale, per la qualità della raccolta differenziata, per il riuso e il riciclo".

Barontini è tornato anche sulle parole di Macelloni di inizio Agosto relativamente alla presunta proposta dell'assessore di sostituire l'ossicombustore con la procedura Waste to Chemical, per trasformare rifiuti in componenti chimici. "Non è mai stata formulata una proposta di questo tipo - ha detto - la procedura è stata semplicemente menzionata nel corso di un ragionamento generale sulle diverse tecnologie che vengono discusse nel settore". 

Nella discussione entra anche il tema della raccolta differenziata. Dall'assessorato di Barontini, infatti, fanno notare come a Peccioli, secondo i dati Ispra del 2024, la percentuale sia ferma al 36,17% a fronte di una media regionale del 68,1%. Un divario superiore ai 30 punti percentuali che, stando all'assessorato, segnala margini di miglioramento, che non può essere rimandato anche alla luce degli obiettivi fissati dall’Unione Europea e recepiti dalla normativa italiana, che prevedono per i rifiuti urbani almeno il 60% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio entro il 2030 e il 65% entro il 2035. 

Per l'assessore, poi, il fatto che nel nuovo Piano industriale di RetiAmbiente sia stato stralciato l'ingresso in Novatosc, società chiamata a realizzare l'ossicombustore, dimostra come non vi sia contrarietà soltanto da parte di una singola persona. "Le questioni sull’ossicombustore non possono essere ridotte a una contrapposizione politica o personale: riguardano la sostenibilità industriale dell’operazione e le scelte sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana - ha aggiunto - il procedimento autorizzativo dura da oltre mille giorni e le criticità sono state sollevate nel tempo da associazioni, amministratori, tecnici e Comuni. Ridurre tutto a un nome e un cognome può essere utile alla polemica, ma non risolve le questioni poste".

"Stiamo lavorando per individuare soluzioni diverse e complementari, capaci di ridurre il ricorso alla discarica e di rafforzare un sistema fondato sul recupero di materia. Le infrastrutture servono, ma dobbiamo scegliere quelle coerenti con il modello di Toscana che vogliamo costruire - ha concluso - in questa vicenda Macelloni interviene da più prospettive, avendo ricoperto e ricoprendo ruoli importanti per il territorio e per il sistema della gestione dei rifiuti, come sindaco di Peccioli e presidente dell’Assemblea dell’Ato Toscana Costa, oltre alla sua precedente esperienza alla guida di Belvedere. È naturale che ciascuno esprima le proprie valutazioni e porti il proprio contributo al confronto. Proprio per questo ritengo importante che le diverse competenze e responsabilità istituzionali possano dialogare nel rispetto dei rispettivi ruoli, con un unico obiettivo: individuare le soluzioni migliori per la Toscana. Dobbiamo risolvere i problemi di oggi senza costruire nuovi vincoli per i prossimi decenni".