"Un completo salto nel buio". Torna a far discutere il progetto dell'ossicombustore al Triangolo Verde di Legoli, ovvero l'impianto annunciato ormai nel 2022 e che dovrebbe garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti.
L'impianto, che dev'essere realizzato dalla società Novatosc, la società costituita da Belvedere Spa e Oxoco, dovrebbe ricevere a breve il via libera da parte della Regione Toscana dopo la conclusione della conferenza dei servizi. Una prospettiva che, sin dagli inizi, è stata criticata da alcuni movimenti ambientalisti e anche alcune forze politiche, come il Partito Democratico di Palaia.
Stavolta, a esprimere le proprie perplessità, è Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy, la rete che raccoglie anche amministrazioni comunali con l'obiettivo di ridurre lo smaltimento in discarica a favore del riciclo. "Il progetto dell’ossicombustore non ha alcun riferimento industriale: il piccolo impianto sperimentale di Gioia del Colle, per esempio, è stato chiuso per sempre dal Tar della Puglia - ha spiegato - eppure, continua a essere sotto valutazione nella conferenza dei servizi, anche se sono passati quasi tre anni dall'avvio del procedimento".
"A fronte di un costo di circa 180 milioni di euro per realizzare un impianto del genere, ci poniamo una domanda cruciale - ha continuato - qual è il rischio d'impresa di tale impiantistica? Chi pagherebbe nel caso l’impianto realizzato con i soldi dei cittadini venisse autorizzato e realizzato e poi non funzionasse? La prudenza vorrebbe che così tanti soldi dei cittadini non venissero spesi per una tecnologia non provata".
Le critiche di Ercolini diventano così un appello per venerdì 15 Maggio alla saletta "Capaccini" di Forcoli, dove dalle 9,30 si terrà un incontro pubblico organizzato anche dal Movimento Tutela Ambiente e Territorio di Montefoscoli. "Riteniamo importante che i Comuni e le comunità non solo della costa toscana ma dell’intera regione vengano coinvolti in queste decisioni - ha aggiunto - tantopiù che, da tempo, sosteniamo che una volta ridotto il rifiuto urbano, questo in buona parte potrebbe essere recuperato e sottratto a discarica attraverso una impiantistica a freddo molto meno costosa e in linea con la economia circolare".
"Non a caso, in proposito, il tavolo tecnico che lavora su questo aspetto insediato da circa due anni e mezzo proprio da Zero Waste Italy e da RetiAmbiente, anche per ammissione dello stesso presidente Daniele Fortini, deve rappresentare un punto di riferimento e dev'essere coinvolto - ha concluso Ercolini - questi aspetti, cui si aggiunge anche la presentazione di un tavolo regionale sul passaggio a sistemi di tariffazione equi, saranno al centro dell'incontro, aperto anche agli amministratori".