Politica

Ossicombustore, "Forze a sinistra del Pd ininfluenti"

Anche Diritti in Comune si oppone al progetto: "Va fermato, esistono le alternative. Da Barontini un doppio salto carpiato, da Lenzi nessuna critica"

Il rendering dell'ossicombustore

L'opposizione all'impianto di ossicombustione, che ha ricevuto il via libera dalla Giunta regionale di Eugenio Giani tra mille polemiche, arriva sino a Pisa. Dove a criticare il progetto è Diritti in Comune, la lista che mette insieme in Consiglio comunale Una Città in Comune e Rifondazione Comunista.

E tra le principali accuse vi è quella per cui l'impianto non tutelerebbe l'ambiente, bensì alcuni interessi economici. "Non è un caso che associazioni ambientaliste, comitati e movimenti abbiano in questi anni avanzato puntuali critiche, indicando un’altra strada - hanno scritto - le alternative esistono, ma la Regione, in questi anni, ha scelto di non intraprenderle. Servono politiche pubbliche capaci di intervenire a monte sui meccanismi della produzione e del consumo, sottraendo progressivamente i rifiuti alla logica per cui più se ne producono e più cresce il business del loro trattamento".

"Da mesi insistiamo sulla strategia rifiuti zero, tanto denigrata dal sindaco di Peccioli Renzo Macelloni, e sulla necessità di una politica capace di ridurre progressivamente il residuo - hanno aggiunto - la scelta rivendicata dal Partito Democratico e dal presidente Giani asseconda invece proprio quegli interessi economici che sono alla base di questo progetto da decine e decine di milioni di euro".

"Tra l’altro, bisogna anche prendere atto che il voto certifica un altro dato politico: le forze che si collocano alla sinistra del Pd risultano a dir poco ininfluenti sulle scelte strategiche della maggioranza - hanno sottolineato - abbiamo assistito, infatti, a un doppio salto mortale carpiato da parte dell’assessore all’Ambiente del Movimento 5 Stelle David Barontini, che per giorni si è detto contrario al progetto e poi ha votato a favore. Una scelta non tecnica ma di potere, che mina qualsiasi forma di credibilità e coerenza e che garantisce così l’avanzamento dell’iter del progetto. Avs si distingue dal M5s con un voto contrario, non aprendo però volutamente alcuna discussione o criticità nella maggioranza".

Un'incapacità di incidere che, secondo Diritti in Comune, si farà notare molto presto anche sul caso della nuova pista di Peretola. "Sul progetto la Regione avanza a testa bassa insieme con il Governo", hanno chiosato.

"È inaccettabile trasformare un procedimento complesso e sottoposto a prescrizioni in una favola tecnologica nella quale i rifiuti semplicemente scompaiono senza conseguenze - hanno concluso -e ancora una volta è la Valdera a essere chiamata a sopportare una parte decisiva delle conseguenze della politica regionale dei rifiuti. Non accettiamo che Peccioli e la provincia di Pisa diventino la risposta automatica all’incapacità della Toscana di costruire un modello diverso. Esiste un’alternativa all’ossicombustore, esiste un’alternativa a una politica fondata sulla produzione continua di rifiuti da trattare e, soprattutto, esiste sempre un’alternativa quando la politica decide di tornare a scegliere. Per questo continueremo a batterci perché il progetto venga fermato e perché la revisione della pianificazione regionale dei rifiuti parta dalla riduzione, dal riuso e dal recupero di materia".