Polemica chiama polemica e, così, il consigliere regionale del Partito Democratico, Matteo Trapani, ha deciso di rispondere al sindaco Gabriele Gasperini. Che, nella giornata di ieri, martedì 26 Maggio, pur non citandolo mai, lo ha tirato in ballo.
"Su Poggini sono settimane che, insieme al comitato e a tanti cittadini, chiediamo chiarezza - ha commentato - c’è chi cita date a sproposito, minaccia querele e lancia ostracismi contro chi non la pensa come lui. Occorre prendersi le proprie responsabilità e ristabilire la verità dei fatti. All'inizio della vicenda i due sindaci dicevano che non era colpa loro, poi hanno accusato la Regione, ma alla fine si è capito che quello che dicevamo era vero, purtroppo".
Per Trapani, insomma, sono i due primi cittadini, Paolo Mori e Gasperini, a dover rispondere nel merito. "Il Comune di Casciana Terme-Lari ha cambiato il proprio orientamento con il passaggio al nuovo sindaco di centrodestra, e oggi abbiamo verificato che è stata pubblicata la Procedura abilitativa semplificata - ha aggiunto - quindi, tutte e due le amministrazioni comunali conoscevano perfettamente la situazione. Non si comprende poi perché il sindaco si lamenti della Regione, quando quest'ultima ha già ribadito a più riprese di non avere alcuna competenza in materia: non si tratta di un'autorizzazione di livello regionale. È come se, per chiedere di rifare le strade del mio comune, mandassi una Pec al ministero della Difesa".
Il consigliere dem elenca anche le vere e proprie colpe imputate alle due amministrazioni. "Innanzitutto, ai Poggini vi è un'oasi faunistica, un elemento che non è stato propriamente valutato da Ponsacco, che avrebbe dovuto farlo. La seconda è che parliamo di un'area di particolare pregio naturalistico e ambientale che, invece, il Comune di Casciana Terme Lari ha deciso di autorizzare. Vi sono poi tante altre questioni che noi vogliamo continuare a porre, e per questo siamo a fianco del comitato dei cittadini".
"Chiediamo che il Comune di Casciana Terme Lari, che ha autorizzato, e che il Comune di Ponsacco, che ha deciso di non entrare nel procedimento, riconoscendo le proprie responsabilità, vadano insieme al Ministero per provare a chiedere un'interlocuzione - ha concluso Trapani - bisogna capire se vi può essere una modifica di quel progetto che, ripeto, è stato già autorizzato dal Comune. Ad oggi, infatti, è solo il Comune che può decidere se far venire meno o no quella decisione, con i diversi effetti che questo può comportare. Ad oggi, purtroppo, l’unica proposta arrivata da Ponsacco è la boutade sulla procedura per il riconoscimento di un Sito d'interesse comunitario, procedimento di competenza dell’Unione Europea che, nella migliore delle ipotesi, si conclude in media dopo 5 anni".