Attualità

"I commercianti non chiedono privilegi"

Il dibattito sulla stretta sul Capodanno in piazza e sull'illuminazione natalizia prosegue a cavallo tra commercianti e la politica

Corso Matteotti

"I commercianti non chiedono privilegi, chiedono una città che li aiuti a lavorare". Così Raffaele Saviano, un commerciante pontederese sintetizza i bisogni, le speranze e le prospettive dei titolari dei negozi, di chi sta dall'altra parte del bancone, rispondendo anche a quel cittadino che, tramite QUInews Valdera, aveva espresso la propria opinione in merito alla situazione del settore.

"Quel signore sosteneva che le attività commerciali non dovessero solo prendere dalla comunità, ma che fosse arrivato anche il momento di dare. Ecco, da commerciante che ha passato molti anni dietro a un'attività, credo sia necessario chiarire alcuni aspetti. Partiamo dal Capodanno. Questo evento - ha detto Saviano - non è semplicemente una spesa del Comune o un regalo ai commercianti. È un'occasione per portare persone in città, creare movimento e permettere alle attività di lavorare. Lo stesso vale per gli eventi e per l'atmosfera natalizia. A Pontedera abbiamo già avuto modo di vedere cosa succede quando si riducono le luci e l'attrattività durante il periodo natalizio: molte persone scelgono di andare nei comuni vicini".

Il problema non è tanto fare o non fare il Capodanno per una volta. "Se ci sono problemi di bilancio, noi commercianti possiamo capire che alcune scelte vadano riviste. Il problema è un altro: se queste rinunce sono necessarie perché i conti non sono stati gestiti correttamente, perché a pagarne le conseguenze devono essere ancora una volta le attività commerciali? - ha aggiunto - i commercianti alla comunità danno già molto: creano lavoro, pagano tasse, affitti, contributi, utenze. Tengono aperte le loro attività anche quando gli incassi non giustificano più i sacrifici. E, soprattutto, contribuiscono a tenere vive le strade. Perché una città non è fatta soltanto di bilanci e tasse. Una città vive se ci sono persone che la frequentano, attività aperte, occasioni per incontrarsi e motivi per uscire di casa. Per questo considero un evento come il Capodanno non soltanto una spesa, ma anche una possibile forma di investimento".

Il commercio, tra luci e ombre, al centro anche delle considerazioni di Domenico Pandolfi, segretario della Lega Pontedera. " A dire il vero - ha spiegato - la festa di Capodanno era già stata ridotta a un evento semi privato e a pagamento, senza coinvolgere la città. Il rischio, adesso, è che durante le prossime festività natalizie Pontedera non riesca a presentarsi come una città attrattiva e che siano le realtà vicine a portarci via una parte della clientela. Sicuramente c’è stato un grave errore da parte dell’amministrazione comunale nella gestione e nella redazione del bilancio. E viene spontaneo chiedersi come mai nemmeno l’occhio, che dovrebbe essere vigile, dei revisori dei conti abbia evidenziato per tempo una situazione di questa gravità. Ma ora non serve soltanto cercare le responsabilità che dovranno sicuramente essere trovate. Serve soprattutto capire cosa fare con pochi soldi e con il Natale ormai alle porte".

Ed ecco la proposta. "Diamo mano libera agli imprenditori. Lasciamo a chi ogni giorno vive il commercio - ha specificato - la possibilità di inventarsi iniziative e creare eventi nella propria zona senza costi aggiuntivi o lacci burocratici. Concediamo gratuitamente il suolo pubblico e semplifichiamo al massimo le procedure, eliminando vincoli e burocrazia non indispensabili. Musica, sfilate, aperitivi, esposizioni di merce, animazione, iniziative nei quartieri e nelle strade: lasciamo che siano commercianti e imprenditori a proporre e organizzare. Se i soldi pubblici sono pochi, mettiamo a disposizione almeno ciò che possiamo: spazi, libertà, velocità e meno burocrazia".