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Attualità Giovedì 10 Settembre 2026 ore 10:00

"Commercianti, bisogna anche iniziare a dare"

Corso Matteotti a Pontedera

Un cittadino scrive a QUInews dopo la presa di posizione delle associazioni di categoria, deluse dalla decisione di non tenere il Capodanno in piazza



PONTEDERA — Continua a far discutere la scelta del Comune di non far svolgere il Capodanno in piazza a seguito della "stretta" dovuta alla pronuncia della Corte dei Conti. E se il dibattito si è fatto (anche) politico, è la presa di posizione dei commercianti ad aver attirato la replica di un cittadino di Pontedera.

Questi, infatti, ha scritto a QUInews dopo aver letto l'articolo che ieri, mercoledì 9 Settembre, ha raccolto i pareri di Confcommercio e Confesercenti, preoccupate in vista delle festività natalizie e di fine anno.

"Da cittadino di Pontedera, leggere che a pagare sono sempre i commercianti lascia francamente perplessi - ha scritto - perché qui a pagare siamo tutti, ogni giorno, attraverso le tasse. E quelle tasse servono anche a garantire servizi, sicurezza, decoro urbano, eventi e iniziative che finiscono inevitabilmente per sostenere anche le attività commerciali".

"Capisco il dispiacere per l’assenza del Capodanno in piazza. Era un momento importante per la città e anche per il commercio - ha aggiunto - ma non si può far finta che le risorse pubbliche siano infinite: se oggi il Comune deve tagliare, è perché ci sono vincoli precisi e non certo per scelta arbitraria".

"Quello che invece non torna è questa narrazione secondo cui i commercianti sarebbero sempre quelli che pagano - ha sottolineato - a memoria di molti cittadini non risulta che le categorie abbiano mai investito davvero, in maniera autonoma e significativa, su eventi e promozione della città. Al contrario, in ogni occasion- dalle feste alle emergenze per il maltempo - le richieste di contributi pubblici sono state costanti".

Il lettore di QUInews fa anche riferimento a un caso specifico. "Episodi come l’iniziativa del parcheggio a un euro per chi spendeva oltre 100 euro restano emblematici - ha scritto - più che un incentivo alla città, sembrava un favore minimo a fronte di una spesa già consistente"

"Pontedera è storicamente una città a forte vocazione commerciale, ma proprio per questo serve un cambio di passo: meno dipendenza dai fondi pubblici e più capacità di fare sistema, investendo davvero sul territorio - ha concluso - perché la verità è semplice: la città non è un bancomat. È una comunità. E se si vuole continuare a chiedere, bisogna anche iniziare a dare".


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