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Stop al ricorso, i lavori per l'antenna procedono

I giudici amministrativi non accolgono l'istanza dell'azienda che aveva chiesto di fermare il cantiere nella nuova collocazione dell'antenna 5G

Treggiaia

Ennesimo capitolo per la storia dell'antenna 5G di Treggiaia. Ormai archiviato - almeno per quanto riguarda il Comune e Inwit, società che si occupa dell'installazione dell'infrastruttura - il caso sulla collocazione dell'antenna, spostata dal santuario di Madonna di Ripaia a un terreno privato, il Tar della Toscana ha deciso di non sospendere i lavori in corso.

La questione, ormai da Ottobre scorso, si è fatta complessa. Dall'originaria collocazione a pochi passi dalla chiesa romanica di Treggiaia, simbolo della frazione, si è passati dopo le proteste dei residenti e l'intercessione della Prefettura a un nuovo punto d'installazione, in un terreno privato distante qualche centinaio di metri. Nuova collocazione che, dopo il via libera dei vari enti coinvolti, è stata accordata a Inwit, che aveva presentato la relativa istanza.

Nel frattempo, però, un'azienda privata ha richiesto ai giudici amministrativi di sospendere i lavori. Secondo quest'ultima, infatti, ci sarebbero gli estremi per la configurazione di concorrenza sleale, operando nel medesimo settore.

Così, l'azienda si è rivolta al Tar della Toscana. Chiamati in causa sono l'Unione Valdera e il Comune di Pontedera, la stessa Inwit e, infine, la Presidenza del Consiglio dei ministri - nello specifico, il Dipartimento per la Trasformazione digitale - e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo era quello di annullare e sospendere immediatamente le autorizzazioni concesse, che permettono appunto di realizzare i lavori.

L'istanza cautelare, però, è stata respinta: i giudici amministrativi hanno infatti deciso di applicare la norma del 2022 che, di fatto, "tutela" le opere finanziate dal Pnrr. Va ricordato, infatti, che l'antenna s'inserisce nel Piano 5G Italia. "Prevale l’esigenza di consentire l’esecuzione dell’intervento che, in quanto finanziato con fondi Pnrr, deve essere ultimato entro il 30 Giugno 2026 - si legge nell'ordinanza del Tar - e che, in caso di accoglimento del ricorso, potrà essere comunque rimosso". Così, almeno fino al prossimo 19 Novembre - data in cui è stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione di merito del ricorso - non dovrebbero esserci ulteriori novità. E i lavori proseguiranno.