L'annosa questione del Parco Bellaria è tornata alla ribalta. Una vicenda lunga ormai quasi due decenni, che oppone ambiente e cemento. E che giovedì 28 Maggio, alle 18,30, vivrà l'ennesimo capitolo di una storia travagliata.
Serve fare un passo indietro, ma con sintesi. Perché la faccenda risale al 2007, quando venne firmata una convenzione di lottizzazione tra il Comune e la società che avrebbe dovuto realizzare alcune palazzine. Tale documento prevedeva la realizzazione di una piazza del quartiere nell'area ricompresa tra via Caduti di Marzabotto, via De Gasperi e via Toti.
Le cose, però, sono andate diversamente col passare degli anni, fino a quelli più recenti: si è costituito il Comitato Proteggiamo il Parco Bellaria, è stata indetta una petizione che ha raccolto 839 firme e, alla fine, l'amministrazione comunale nel Dicembre 2023 ha lanciato un sondaggio per decidere la futura destinazione dell'area verde.
Questione risolta? Macché: tra chi ha contestato la validità del sondaggio e la prossima approvazione del Piano operativo comunale, il tema si è riacceso. E così, Legambiente, insieme ad altre associazioni come Arci Valdera, il Centro Italiano Femminile, Ultime Generazione, Polpo Verde e il Circolo Laudato Si' hanno organizzato un sit in di protesta proprio nella zona della piccola rotonda vicina a piazza Falcone e Borsellino.
"È una battaglia contro l'eccessiva cementificazione di questa zona - hanno spiegato gli organizzatori - oltre al fatto che l'area non ha avuto nessun recupero e non è stata costruita la piazza come promesso dall'impresa edile a suo tempo. Legambiente e il quartiere tutto chiede all'amministrazione comunale di Pontedera di non costruire più e riconsegnare questo polmone verde alla cittadinanza".