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sabato 01 ottobre 2016

Attualità mercoledì 13 maggio 2015 ore 17:30

"Candidati, volete mettere la Fipili a pagamento?"

Maurizio Ribechini lancia il sasso ai politici che come lui corrono per le elezioni del 31 maggio: "Del pedaggio non si parla perché è impopolare"

PONTEDERA — I candidati devono parlare della Fipili, vogliono metterla a pagamento?”. Maurizio Ribechini lancia il sasso sulla strada di grande comunicazione che unisce Firenze, Pisa e Livorno.

Il candidato al Consiglio regionale nella lista Sì – Toscana a sinistra nelle elezioni del prossimo 31 maggio spiega: “Negli ultimi mesi, forse anche per l'avvicinarsi delle elezioni regionali, nessuno ne parla più, ma negli anni scorsi è stata più volte avanzata da parte della Regione Toscana l'ipotesi di rendere a pagamento la percorrenza della Superstrada Fipili. Il tutto non è rimasto solo una voce giornalistica, dal momento che la Regione nell'agosto 2013 ha anche stanziato 300mila euro per avviare uno studio di fattibilità per la possibile introduzione del pedaggio sulla strada che collega Firenze a Pisa e Livorno, venendo percorsa ogni giorno da decine di migliaia di automobilisti. Contro tale possibilità dal 2011 erano stati creati anche dei comitati di protesta di cittadini e pure un gruppo Facebook con oltre 7000 aderenti, anche se nell'ultimo anno e mezzo l'attenzione dell'opinione pubblica su questo argomento si è abbassata”.

Secondo Ribechini mettere il pedaggio sarebbe un errore per vari motivi: “L'ipotesi che la Fipili diventi a pagamento sarebbe fortemente sbagliata per vari motivi. Intanto perché sarebbe un costo in più per i cittadini, in gran parte lavoratori costretti a percorrere la strada ogni giorno per raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro: una mini-tassa uguale per tutti, a prescindere dal reddito e dalle condizioni economiche, che quindi sarebbe ancor più ingiusta. Analoghi svantaggi ci sarebbero anche per le aziende di trasportatori, che avrebbero degli aggravi economici di non poco conto. Inoltre come avvenuto nel resto d'Italia nella totalità delle "tangenziali" diventate a pagamento, la gestione passerebbe in mano con ogni probabilità ad una società privata: gli utili derivanti dal pedaggio diventerebbero insomma una nuova fonte di profitto per un singolo privato monopolista che non avrebbe certo come principale obiettivo la qualità della viabilità e gli interessi della collettività. Infine occorre mettere in guardia dal fatto che, vista anche la fase di crisi economica che stiamo attraversando, in molti cittadini, automobilisti ma anche trasportatori, legittimamente potrebbero decidere di non utilizzare più una Fipili a pagamento, ma di optare per le strade urbane limitrofe. Ad esempio per vari comuni della provincia di Pisa si rischierebbe di tornare alla situazione precendente al 1990, quando la statale 67 Toscoromagnola era iper-trafficata, paralizzando per diverse ore al giorno (in particolare nei weekend) interi paesi nei territori comunali di San Miniato, Montopoli, Pontedera, Calcinaia, Cascina e Pisa. Insomma il rischio di far peggiorare la qualità della vita, con più auto e più camion nei centri abitati delle province interessate, sarebbe davvero concreto”.

Per tutte queste ragioni Ribechini lancia un invito: “Sebbene non sia un argomento di campagna elettorale, penso che i vari candidati e partiti, debbano pronunciare già in questa fase delle parole chiare affinché nei prossimi anni non si introduca il pedaggio in Fipili. Piuttosto che si trovino le risorse per mettere in sicurezza il manto stradale di quella che è una delle principali arterie toscane, anziché investire in grandi opere inutili alla massa dei cittadini”.

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