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sabato 25 novembre 2017

Attualità martedì 31 gennaio 2017 ore 17:10

La passeggiata nei boschi negata dai cacciatori

L'uomo fotografato da Paola Zintu

Testimonianza di una donna che domenica è uscita per camminare e fotografare la natura ma ha avuto uno spiacevole incontro con un gruppo di cacciatori

VICOPISANO — Paola Zintu ha scritto alla redazione una lunga lettera in cui racconta l'esperienza vissuta domenica 29 gennaio quando era andata a fare una passeggiata nella zona chiamata Campo dei Lupi, nel territorio di Vicopisano. 

"Il bosco è di tutti…coloro che sono armati! - ha iniziato il suo scritto Zintu - domenica ho dovuto rinunciare alla mia passeggiata, poiché, arrivata in zona Campo dei Lupi, una località sul monte pisano nel comune di Vicopisano, ho trovato sulla strada sterrata numerosi uomini in tenuta da caccia con giubbini arancioni, molti dei quali con delle armi in mano.

Zintu ha la passione per la fotografia naturalistica e "mi piace girare nel bosco dove trovo soggetti meravigliosi da inquadrare, stando all’aria aperta e godendo della pace della nostra bella natura. I boschi e le campagne della Toscana sono tra i più belli d’Italia, e tutti dovremmo avere il diritto di attraversarli in santa pace, eppure non è così".

"Il mio intento, come sono abituata a fare - ha proseguito - era quello di addentrarmi nel bosco, ma sentivo provenire dalla vegetazione urla di persone, latrati di tantissimi cani e spari, tanto da non sentirmi per niente sicura".

"Ho chiesto al capo della battuta di avvisare gli uomini - ha ripreso Zintu - che mi stavo addentrando nel bosco, ma lui mi ha vietato l’ingresso e, dopo insistenti richieste di sicurezza, sono stata inviata più avanti a parlare con un altro uomo arrivato con la jeep sul sentiero. Mentre chiedevo spiegazioni in modo pacato, ho tentato di fare una foto all’uomo col fucile sguainato in mano, ma il signore con cui parlavo ha dato una botta alla mia macchinetta rompendone il tappo". 

Zintu si è rivolta alle forze dell'ordine: "A questo punto ho chiamato i carabinieri e sono stata accerchiata da altri uomini che inveivano contro di me e si vantavano della loro attività venatoria, un divertimento a cui non avrebbero rinunciato mai".

"Arrivati i carabinieri - ha raccontato - l’unica cosa possibile è stata quella di dichiarare quanto accaduto, ma la mattinata era ormai persa. Uomini con fucili veri di posta su una strada che conduce a delle case, la botta alla macchina fotografica, gli spari così vicini e l’essere circondata da tante persone aggressive ha reso questa esperienza veramente negativa, non la auguro a nessuno, eppure questi avvenimenti sono molto frequenti".

"E' possibile che degli uomini armati di fucile - ha concluso Zintu - possano tenere in ostaggio un monte mettendo a rischio la sicurezza di noi cittadini e ledendo gravemente i nostri diritti? Per godere della natura a pari diritti dovremmo tutti possedere un fucile forse?".

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