Si è tenuto lo sciopero indetto dalla Flai Cgil per i lavoratori e le lavoratrici della Biancoforno, l'azienda di Fornacette ormai da tempo al centro di una lunga querelle che vede coinvolto proprio il sindacato.
In vista dello sciopero, annunciato nei giorni scorsi, la direzione di Biancoforno ha ribadito il proprio impegno, anche sul versante degli investimenti. Ma Flai Cgil, mentre Cisl ha firmato con l'azienda un’ipotesi di accordo sul contratto integrativo, ha continuato sulla strada della protesta, cui hanno partecipato anche diversi esponenti politici. E, con la Flai Cgil, ha sfilato anche la Uil.
"Ho partecipato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Biancoforno e della Flai Cgil - ha detto Giovanni Russo, consigliere comunale di Cascina e segretario provinciale del Partito Democratico - quando sono in gioco il rispetto dei diritti, la dignità del lavoro e la qualità delle relazioni sindacali, la politica non può voltarsi dall'altra parte".
"Sosteniamo la richiesta sindacale di reintegro immediato del dipendente licenziato - ha aggiunto - una vicenda così delicata deve trovare una soluzione attraverso il rispetto delle persone, dei contratti e delle prerogative sindacali. Un territorio cresce davvero quando riesce a tenere insieme sviluppo, qualità del lavoro e corrette relazioni industriali. Per questo chiediamo che si riapra subito un confronto serio tra le parti e che si arrivi rapidamente a una soluzione della vertenza. Alle lavoratrici e ai lavoratori va la nostra piena vicinanza".
Al suo fianco anche l'assessora regionale Alessandra Nardini. "Mi ha fatto male ascoltare le parole di Fabio, parole di grandissima dignità di uomo che lavora lì da fine anni Novanta, che è stato tra i primi a prendere la tessera della CGIL e che, alcuni giorni fa, è stato licenziato - ha raccontato - come mi ha fatto male assistere all'ennesimo tentativo di dividere le lavoratrici e i lavoratori".
"Lo voglio dire ribadire al presidente Luca Lami: non è questa la strada per superare il clima che si è creato - ha proseguito - ha annunciato a mezzo stampa investimenti e ha dichiarato che questi renderanno possibile definire, finalmente, un orario di lavoro, confermando quindi che ad oggi questo non c'è. Se davvero esiste questa strada, se si vuole unire e non dividere, servono segnali di coerenza: reintegri Fabio. Allora sì che si potrà aprire quel tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali, che a mezzo stampa auspica possa realizzarsi".
"C'è bisogno di una disponibilità vera al dialogo e alla risoluzione delle tensioni, che non passa certo attraverso i licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti a chi è precario e ha una tessera in tasca e la divisione dei sindacati, delle lavoratrici e dei lavoratori - ha concluso -
seguo da mesi questa vicenda e ho ascoltato più volte le testimonianze di lavoratrici e lavoratori Cgil: le loro legittime richieste di vedere tutelati i loro diritti, di poter conoscere il loro orario di lavoro non all'ultimo minuto ma, come è giusto che sia, in modo da potersi organizzare la vita anche fuori dal lavoro, in modo da poter prendersi cura della propria famiglia e conciliare tempi di vita e tempi di lavoro. Non chiedono la luna. Chiedono ciò che dovrebbe essere normale".