Attualità Mercoledì 30 Settembre 2026 ore 18:15
Biancoforno, ipotesi di accordo tra azienda e Cisl

Lami si dichiara pronto a un incontro con Mininni e una delegazione durante la mobilitazione in programma, sostenuta anche da Sinistra Italiana
CALCINAIA — È stata siglata nella mattinata di oggi un’ipotesi di accordo sull’integrativo aziendale tra Biancoforno Spa e Cisl, al termine di un percorso di confronto avviato nel Giugno scorso. L’intesa rappresenta una tappa significativa di un percorso negoziale che, qualora conduca alla definizione dell’accordo definitivo, potrà tradursi in importanti benefici economici e di welfare aziendale a favore dei dipendenti.
"Siamo particolarmente soddisfatti del lavoro svolto e del risultato raggiunto in questa fase – ha dichiarato Luca Lami, presidente di Biancoforno Spa –. L’azienda ha messo sul tavolo risorse per diverse centinaia di migliaia di euro che, qualora si arrivi alla definizione dell’intesa, si tradurranno in benefici in busta paga e in misure di welfare aziendale per tutti i nostri dipendenti".
Il tavolo di confronto era stato avviato con la partecipazione anche della Flai Cgil, che successivamente aveva deciso di interrompere la propria partecipazione ai lavori. "Per quanto riguarda Biancoforno – ha sottolineato Lami – se Flai Cgil intende aderire al percorso, le porte dell’azienda sono aperte e la nostra disponibilità al confronto resta piena".
In questo quadro, il presidente di Biancoforno rivolge un invito anche al segretario generale nazionale di Flai Cgil, Giovanni Mininni, che ha annunciato la propria presenza alla manifestazione e allo sciopero organizzati dal sindacato davanti allo stabilimento di Biancoforno. "Sono pronto a incontrare Mininni e una ristretta delegazione – ha aggiunto – per illustrare direttamente la realtà della nostra azienda, gli investimenti che abbiamo programmato e che rivestono una grande rilevanza. Si tratta di interventi che potranno contribuire anche a rispondere alle esigenze sottolineate da Flai Cgil e, allo stesso tempo, rafforzare la competitività della nostra azienda sul mercato. Rivolgo quindi un invito a un confronto sereno e costruttivo nella convinzione che sia possibile aprire una nuova stagione di relazioni sindacali, nell’interesse dell’azienda e, soprattutto, a beneficio di tutti i lavoratori». Biancoforno Spa, azienda operante nel settore dolciario, conta circa 200 dipendenti e registra un fatturato annuo di circa 52 milioni di euro".
Intanto cresce l'adesione alla mobilitazione con l'ennesima presa di posizione, stavolta di Dario Danti, segretario regionale di Sinistra Italiana Toscana e Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa. "Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Biancoforno e della FLAI-CGIL nella giornata di sciopero e nella manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento. Una mobilitazione - hanno sottolineato - che pone questioni precise: il reintegro del lavoratore licenziato, la programmazione degli orari di lavoro e il rispetto pieno delle prerogative e della rappresentanza sindacale".
E sulle posizioni di una parte dei dipendenti e quelle dell’azienda hanno ribadito che "non c'è alcuna intenzione di alimentare una guerra tra lavoratori, né di negare che possano esistere valutazioni differenti. Ma sarebbe altrettanto sbagliato utilizzare queste divisioni per cancellare le questioni sollevate da chi sciopera o per trasformare una vertenza sindacale in uno scontro fra dipendenti. Gli investimenti annunciati dall’azienda sono certamente un elemento importante, ma non possono sostituire il confronto sulle condizioni di lavoro e sulle relazioni sindacali. Questa vicenda non nasce oggi e Sinistra Italiana la segue da tempo. Anche grazie al lavoro di Marco Grimaldi la questione Biancoforno è stata portata più volte all’attenzione delle istituzioni nazionali, con un’interrogazione al Ministro del Lavoro e con successivi interventi alla Camera. Dopo il licenziamento delle scorse settimane, Grimaldi è tornato a chiedere ascolto per le rappresentanze sindacali e il reintegro del lavoratore".
L’interrogazione di Grimaldi risulta agli atti della Camera e la vertenza è stata successivamente richiamata dallo stesso deputato in Aula. "A nostro avviso - hanno concluso - la strada resta una sola: abbassare il livello dello scontro e riaprire un confronto sindacale vero, nel quale azienda, rappresentanze e lavoratori possano affrontare nel merito le questioni aperte. Un’impresa forte non ha nulla da temere dal sindacato e dal confronto con chi ogni giorno contribuisce, con il proprio lavoro, ai suoi risultati. Domani saremo a Fornacette per questo: perché i diritti di chi lavora e la libertà sindacale non possono essere considerati un ostacolo allo sviluppo di un’azienda".
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