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domenica 31 luglio 2016

Politica martedì 22 marzo 2016 ore 09:18

"Stiamo bruciando il nostro vantaggio"

Il sindaco Simone Millozzi

Secondo il sindaco di Pontedera Simone Millozzi l'uscita dei quattro dall'Unione Valdera rischia di compromettere un primato territoriale

PONTEDERA — Dopo il commento del sindacalista Uilp Marcello Casati è il sindaco di Pontedera Simone Millozzi a prendere la parola nel dibattito che si sta dipanando attorno all'uscita di quattro Comuni dall'Unione della Valdera, l'organo intercomunale nato con l'obiettivo di unificare i servizi e incentivare la sinergia fra le varie realtà istituzionali del territorio. Di seguito riportiamo il testo integrale del suo intervento.

"Ritengo figlia di un tempo che non c'è più la scelta di alcuni comuni di uscire dal governo congiunto della Valdera costruito con fatica, intelligenza e lungimiranza nel corso del tempo anche da chi adesso decide di rinnegarlo per inseguire, con parole nuove, idee vecchie di almeno trent'anni.

Uscire da questo progetto per smarcarsi da una presunta subalternità rispetto a Pontedera appare altresì una ossessione politica contro natura, dal respiro corto e senza altre prospettive se non quelle di costruire un teatro a misura di istrione in cui poter recitare liberamente a soggetto.

I servizi scolastici superiori, l'ospedale, la stazione, il tessuto industriale di Pontedera sono e saranno al loro posto ed al servizio di tutti i cittadini della Valdera. Non vi sono ragioni razionali per abbandonare un tavolo che ne gestisce insieme sorti e prospettive e per ritirarsi dentro il proprio ponte levatoio osservandone le dinamiche da una torretta di avvistamento.

La Valdera dei cittadini è esistita ed esisterà a prescindere dalle decisioni che prendono coloro che ne governano medio tempore le sorti: avevamo intrapreso la costruzione di un territorio integrato per valorizzarne congiuntamente e con pari dignità le proprie diverse e straordinarie vocazioni, un territorio capace di governare e non subire il cambiamento, che immaginasse assieme le proprie infrastrutture, le scuole, gli impianti, il tessuto socio economico, le opportunità ed il proprio sviluppo in modo integrato, condiviso, ed unitario.

Tutte le buone ragioni per chiedere un “tagliando”, un miglioramento sull'efficacia e sull'efficienza, un affinamento dell'articolazione organizzativa sono argomenti che hanno dignità e sostanza sotto il profilo del “come” ma non possono diventare un pretesto per seminare dubbi “se” stare insieme.

La Province, (quel che rimane di loro), non hanno più alcun ruolo di coordinamento territoriale; l'intera Regione Toscana è, per definizione (condivisa) del nostro Presidente, una grande città policentrica con gli stessi abitanti delle metropoli italiane ed europee; gli ambiti di azione dei servizi pubblici (rifiuti, acqua, trasporti) hanno preso la strada dei grandi ambiti ottimali; la stessa articolazione regionale così come è oggi sta ragionando di aggregazioni più ampie; il governo centrale di Roma ormai può muoversi solo dentro il quadro giuridico ed amministrativo dell'Unione Europea.

Che ci dicono queste evidenze? Che i territori senza il coraggio e la forza di stare insieme in modo strutturato finiscono per non avere voce in nessun tavolo. Significa che le politiche, le strategie, la pianificazione e la programmazione delle funzioni e dei servizi rischiano nella quotidiana realtà di non esser più governate dagli amministratori locali. Il paradosso è che ritirarsi all'interno dei propri confini comunali per difendere meglio gli interessi dei cittadini produrrà effetti esattamente contrari.

In questi anni la perfetta identità dell'Unione Valdera con il distretto sociosanitario è stato un valore aggiunto per tutti i Comuni, soprattutto quelli più piccoli per dimensione demografica. Siamo stati i primi in Toscana ed un riferimento per molti altri territori; chi si occupa di queste cose parla di un “vantaggio competitivo” territoriale che ci stiamo bruciando con il tentativo di disegnare scenari geopolitici diversi ed anacronistici.

Rischiamo, per motivazioni che appaiono più di marketing politico che di sostanza amministrativa, di diventare il vaso di coccio del sistema.La bizzarria politica di questi giorni, a cui solo il galante trascorrere del tempo saprà dare spiegazione, è che rappresentanti del centrosinistra che hanno contribuito a realizzare la Valdera unita utilizzino oggi parole, registri e toni identici a quelli da sempre usati dalla propaganda della destra locale: come se per smacchiare idee e valori bastasse sciacquare i panni in Era".


Simone Millozzi - Sindaco di Pontedera

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