Attualità Sabato 21 Marzo 2026 ore 18:00
Fabio trasforma un vecchio bar in un coworking

Nel cuore del borgo medievale nasce uno spazio di lavoro libero, solidale e dove ognuno può fare la differenza: nel segno del "digitale nel locale"
SANTA MARIA A MONTE — "Per necessità professionali ho sempre avuto il bisogno di spostarmi, ma poi, riflettendo, ho capito che potevo ridare qualcosa ai territorio in cui sono cresciuto. Portare persone, professionalità, storie e vita. Lavorando sul digitale ma a contatto con le persone".
Dopo anni trascorsi a lavorare lontano dal proprio territorio, il fondatore, Fabio Antichi, esperto consulente di marketing, ha sentito il bisogno di restituire qualcosa al luogo in cui è cresciuto. L’idea era semplice ma potente: creare uno spazio accessibile, sostenibile e profondamente legato al paese. Da qui nasce l'Otellino, uno spazio libero, nel cuore del borgo medievale di Montecalvoli Alto, nel comune di Santa Maria a Monte. Un luogo in cui, tra vie di mattoni e rampicanti, è possibile fare network e dove ognuno può contribuire alla sua crescita. Nato a Giugno del 2025, l'Otellino è una risposta concreta a un problema diffuso, quello dei coworking spesso troppo costosi e poco integrati in contesti locali, lontani da centri urbani più dinamici e abitati.
"Non avendo un ufficio tradizionale e dovendomi spostare per lavoro, la scelta è stata quella di recuperare un ambiente che evocasse casa - ha spiegato Antichi - un vecchio bar storico del paese, mantenendo un elemento simbolico e centrale: il bancone. Intorno a questo spazio si è costruita un’atmosfera accogliente e informale, dove chi arriva, anche da lontano, può sentirsi ospite prima ancora che lavoratore".
Ma la vera forza del progetto sta nelle persone. Tutto ciò che oggi esiste è stato realizzato grazie all’aiuto spontaneo degli abitanti del posto e di chi veniva a lavorare: chi ha montato arredi, chi ha sistemato gli spazi, chi ha contribuito con il proprio tempo e le proprie competenze. Non ci sono costi fissi per chi vuole frequentarlo: l’unico invito è quello di vivere il territorio, sostenere le attività locali e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze naturali e culturali del luogo.
"Sono fiero del contesto che si è creato, unisce l’utile al dilettevole, non essere soli, creare rete, lavorare nel digitale ma a contatto con le persone: non solo professionisti ma anche le persone stesse del paese, che hanno dato un grande contributo nella realizzazione di questo spazio - ha aggiunto - Chiunque sia passato di qui ha lasciato un segno: parole scritte, idee, connessioni. Il digitale ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere possibile tutto questo".
L’obiettivo è chiaro: portare professionalità nel campo del digitale in un contesto locale, e nel mentre, far scoprire a chi viene, anche da lontano, le bellezze e le gemme dei nostri territori: "Una tavola rotonda e poi una passeggiata in valle, il giorno dopo, visita alla Certosa di Calci e visita al museo Piaggio". Un modo per valorizzare il più possibile un territorio ricco di tradizioni, vita e natura.
Gabriele Santarnecchi
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