Attualità Martedì 09 Giugno 2026 ore 07:30
Piaggio chiude una settimana, "la realtà presenta il conto"

La denuncia che arriva dalla rappresentanza sindacale dell'Usb Piaggio. "L'azienda impone lo stop. Ancora una volta a rimetterci sono i lavoratori"
PONTEDERA — "Solo poche settimane fa Piaggio celebrava gli ottant'anni della Vespa. Ci veniva raccontata una storia fatta di eccellenza, innovazione e successo. Ora, però, la realtà presenta il conto". È la denuncia che arriva dalla rappresentanza sindacale dell'Usb Piaggio che ha sottolineato come "dopo mesi di utilizzo intensivo dei lavoratori, dopo l'ingresso di centinaia di contratti a termine, dopo nuove assunzioni e dopo aver preteso la massima disponibilità per sostenere i volumi produttivi, l'azienda annuncia la chiusura dello stabilimento di Pontedera dal 15 al 22 Giugno, consumando gli ultimi cinque permessi collettivi rimasti. Ancora una volta sono gli operai a subire gli effetti di decisioni che non hanno preso e di una situazione che non hanno determinato".
Da tempo l'Usb denuncia l'assenza di una vera strategia industriale per Pontedera, la progressiva riduzione degli investimenti, la mancanza di nuovi progetti e il ridimensionamento di settori strategici. "Le nostre denunce però - hanno continuato - sono state ignorate perché avrebbero incrinato una narrazione costruita sull'immagine e sulle celebrazioni. I fatti, però, parlano da soli. Non esiste alcun piano di rilancio. Non esiste una prospettiva industriale credibile. Esiste soltanto una gestione che procede a vista, utilizzando ammortizzatori sociali, precarietà e sacrifici dei lavoratori come strumenti ordinari per mascherare il fallimento delle proprie scelte. Mentre la proprietà continua a tutelare i propri interessi, ai lavoratori viene chiesto ancora una volta di sostenere il peso della crisi. La logica è sempre la stessa: quando c'è da produrre si pretende disponibilità totale; quando emergono i problemi, le conseguenze ricadono su chi lavora. In questa situazione pesa anche il ruolo di quelle organizzazioni sindacali che hanno scelto la strada della collaborazione permanente con l'azienda. Chi ha sostenuto le decisioni aziendali e applaudito alle promesse di rilancio dovrebbe spiegare perché i lavoratori si ritrovano ancora una volta a casa per una settimana di chiusura imposta".
E ancora più grave, secondo l'Unione sindacale di base, è il silenzio della politica. "Pontedera - hanno aggiunto - rappresenta uno dei principali siti industriali del Paese, eppure nessuno interviene. È arrivato il momento di dire basta. Basta sacrifici imposti sempre ai lavoratori. Basta ammortizzatori sociali utilizzati come strumento ordinario di gestione. Basta precarietà. Basta complicità sindacali. Basta silenzi politici. Nessuno può chiamarsi fuori. Noi non accetteremo di pagare ancora. I lavoratori non devono più subire. Devono organizzarsi, mobilitarsi e lottare".
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